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Il lato “raw” della cucina

Lorena Loriato è una chef e insegnate di cucina crudista. Quando l’ho conosciuta (in palestra 😊) un po’ di anni fa, lavorava nel campo musicale, organizzava eventi e concerti per un noto club musicale. Si trovava in un momento di grande fermento e di lì a poco avrebbe portato parecchi cambiamenti nella sua vita. Prima di tutto avvicinandosi all’ambito vegano crudista e poi prendendo la decisione di lasciare il lavoro e l’Italia per intraprendere una nuova avventura.

Nel 2012 si trasferisce a Londra dove impara non solo le tecniche della cucina crudista, ma anche un metodo di insegnamento per poter trasmettere agli altri questo approccio al cibo. Da’ quindi il via alla sua attività lavorando come chef e organizzando corsi di cucina crudista sia in UK che in Italia.

Dopo 4 anni si trasferisce in Kuwait, questa volta la sfida è avviare un locale completamente crudista, il Super/Foods

Ed ora che Lorena si sta preparando per la prossima tappa, che potrebbe essere chissà, forse di nuovo in Europa, non potevo lasciarmi scappare l’occasione di incontrarla e raccontare la sua esperienza.

Eccovi qui di seguito una piccola intervista dove scopriremo un po’ di più su di lei e soprattutto sul raw food:

Che cosa ti ha spinto a cambiare radicalmente vita e lavoro e ad entrare nel mondo del food?
E’ stato l’ascolto. E’ venuto in modo naturale. Credo che tutti noi siamo in continuo movimento ed io in particolar modo ho bisogno di non sentirmi mai stagnante. Una volta credevo che il mio “annoiarmi facilmente” fosse un difetto, poi ho capito che faceva parte della mia spinta a crescere e scoprire sempre.
Anche quella volta, ho ascoltato tutti i segnali che la vita e il mio corpo mi stavano dando. A causa (o forse per merito!) dei disordini alimentari di cui ero preda, avevo sperimentato molti approcci al cibo dalla pre-adolescenza in poi. Il cibo rimaneva il mio chiodo fisso, ma se prima era una fobia,  gradualmente stava diventando un amico da accettare e capire. E più mi nutrivo in modo naturale, più anche le mie aspettative verso l’esterno cambiavano. Non mi sono andati più a genio certi meccanismi della vita lavorativa che conducevo, ed essendo il mio interesse ormai rivolto altrove, sentivo di non apportare più nessun contributo al mio lavoro.
Non intendevo entrare nel mondo del food ma nel mondo del crudismo si! E’ vero, il mio approccio al crudismo è  fatto anche di ricette, ristornati, ecc… ma è prima di tutto uno stile di vita ed è questo che voglio trasmettere e insegnare.

Cosa significa mangiare raw? Perché hai scelto proprio il raw food?
Mangiare raw significa scegliere di alimentarsi con cibo di origine vegetale che è stato lavorato poco o per nulla e comunque che non ha superato nel processo di lavorazione la temperatura di 42-46 gradi. Oltre questa temperatura, si perde la maggior parte dei principi nutritivi del cibo.
Mangiare raw significa anche cambiare, avvicinarsi in modo spontaneo ad uno stile di vita più sano, più delicato e sensibile verso l’ambiente.
E’ stato il raw food a scegliere me. Quella volta che, cambiando casa, mi sono ritrovata nel nuovo appartamento senza cucina per due settimane! Non volevo cedere a tonno in scatola e grissini, così ho iniziato a mangiare frutta, verdura e frutta secca. Nel giro di qualche giorno mi sono ritrovata ad essere “gioiosa”. Proprio così! Non soltanto non mi sentivo affamata o debilizzata, ma al contrario ero super energica e felice. Ribadisco il concetto di felicità perché finalmente, dopo quasi trent’anni, ho sentito nuovamente il suono della mia risata. Le persone che soffrono o hanno sofferto di depressione lo sanno che per quanto si riesca a migliorare, rimane sempre quella “patina”, quel velo che ci offusca un po’ le giornate, che ci frena nel vivere appieno la bellezza della vita. Ce l’avevo anche io, fino a quando ho incontrato l’alimentazione crudista.

Qual è la cosa che ami di più del tuo nuovo lavoro?
Sicuramente la possibilità che mi da di influenzare positivamente la vita di chi incontro. Mi sono resa conto che ho ispirato delle persone a volersi più bene e ad essere più coraggiose. Una volta tolto quel velo di tristezza dalla mia vita, sono cambiate tantissime cose. Tutto di riflesso è migliorato. Mi sono sentita più forte e sicura ed ho fatto delle scelte che sicuramente prima non avrei osato fare: lasciare il lavoro senza un piano B, trasferirmi all’estero senza piani (ma con in testa il crudismo), buttarmi insomma, senza lasciare spazio alla “scusite” 😉

Grazie ai social diverse persone hanno seguito la mia evoluzione ed ho ricevuto tanti tanti tanti messaggi di amici ma anche di sconosciuti che hanno preso spunto per provare a cambiare alimentazione o situazioni con cui non erano più in sintonia.
Probabilmente mi aiuta anche il mio approccio moderato. Ho sperimentato personalmente che le misure estreme non fanno bene né al corpo né allo spirito (almeno il mio).

C’è un ricordo/episodio legato alla cucina a cui sei particolarmente affezionata e perché?
Provengo da una famiglia in cui la cucina non riveste un ruolo particolarmente importante. Ci piace mangiare ma abbiamo gusti decisamente non elaborati.
Più che un ricordo, c’è un’immagine a cui sono affezionata: I miei nonni paterni coltivavano verdura e piante da orto che poi rivendevano ai mercati da cui si rifornivano i fruttivendoli. Quindi in casa da sempre abbiamo avuto verdura a volontà. A tavola noi 4 avevamo sempre, oltre al piatto principale, anche una ciotola a testa di verdura cruda.

Dalla tua esperienza, come è percepito il raw food in Italia rispetto ai paesi dove hai vissuto?
E’ percepito con curiosità anche se rimane la sensazione della rinuncia, come anche per la cucina vegana. Solo la vegetariana è accettata e non contestata più di tanto.
In Italia c’è una tradizione alimentare antica e incredibile, a mio avviso la migliore al mondo. Questo fa si che ci sia anche una sorta di “gelosia” del proprio tesoro. C’è il timore che se si introduce qualcosa di nuovo si debba per forza rinunciare a qualcos’altro. Non è affatto così. Mangiare crudo è un’opportunità in più, un’opzione che si può aggiungere alle tante squisite ricette della cucina tradizionale italiana.
A Londra non c’è questa chiusura perché “non hanno nulla da perdere”. Hai mai visto un ristorante di cucina inglese all’estero?
In Medioriente… seguono le mode. Fortunatamente il raw food è molto in voga negli Stati Uniti e quindi viene recepito bene anche nei Paesi del Golfo. Non credo che tutti abbiano chiari i benefici alla salute che questo stile alimentare porta con sé, ma è irrilevante. Nel senso che se anche mangiano crudo solo per moda non importa, di fatto migliorano la loro alimentazione e impattano meno sull’ambiente, e questo è già un successo.

E’ possibile per un non-crudista inserire alcuni piatti raw nella dieta di tutti i giorni e trarne alcuni benefici?
Certo! Io stessa non mangio solo crudo. Quello che consiglio a chi vorrebbe provare è scegliere il pasto della giornata in cui gli verrebbe più naturale e semplice mangiare crudo e provarci. Tanti iniziano con la colazione, sostituendo il caffè, pane e marmellata con un frullato verde (ci sono tante ricette online e una ve la voglio regalare qui 😉) o con un mix di frutta fresca e secca.
Io personalmente troverei più semplice mangiar crudo per cena perché mangiare leggero mi fa dormire meglio, mi sveglio più riposata e, di conseguenza, non sento la necessità di bere un caffè la mattina seguente per iniziare la giornata. Quindi un doppio successo!

Beh, cosa aggiungere alle parole di Lorena… Io di certo non sono vegana e nemmeno vegetariana, ma non posso negare di essere molto incuriosita e attratta dalle diverse prospettive che ruotano attorno al cibo. La cucina si sa è contaminazione, di idee, di ingredienti, di tecniche. Quando poi capita di incontrare qualcuno che ci può presentare un altro punto di vista in modo così naturale, disponibile e aperto come è capitato a me con Lorena, è davvero una fortuna. Io sicuramente proverò ad aggiungere una parte di crudismo alle mie giornate, magari proprio dalla colazione, perché di energia ce n’è sempre bisogno, soprattutto la mattina! E voi siete incuriositi? Volete provare? …allora iniziate da questo semplice frullato che Lorena ci ha voluto regalare:

 

My Green Smoothie

Ingredienti
1/2 avocado
1 manciata di spinaci
5 cm di gambo di sedano
200 ml di estratto o di succo di mela non zuccherato
1 cucchiaio di foglie di menta (d’estate)
1 cm di radice di zenzero sbucciata (d’inverno)
1/2 lime succo 

acqua qb

Istruzioni
Frullate assieme il sedano, il succo di mela, l’avocado ed il succo di lime. Aggiungete gli spinaci e la menta o lo zenzero a seconda della stagione: la menta rinfresca per cui la consiglio d’estate, lo zenzero riscalda e lo preferisco d’inverno. Se non avete l’estrattore o il succo di mela potete frullare direttamente 2 mele lavate assieme al resto degli ingredienti (cambieranno il volume e la consistenza del frullato).

A seconda della fluidità che preferite, potete aggiungere acqua.

Un consiglio: preferite le mele biologiche!

Potete seguire Lorena su:

www.lorenaloriato.com

Facebook: Lorena Loriato

Instagram: Lorena Loriato

 

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