Impasta che ti passa…

Oggi vi scrivo direttamente… dal mio divano 😩

Ok, l’influenza mi ha costretta a prendere qualche giorno di pausa da pentole e padelle, anche se a dirla tutta non sembra riuscire a intaccare per niente la mia fame 😉 Quindi direi che per evitare di aggiunge un’indigestione al raffreddore meglio distrarsi dedicandosi a un po’ di ricerca sul web!

Partiamo da una notizia che arriva dal Regno Unito: impastare il pane aiuterebbe a combattere lo stress e la depressione. L’interesse dei media è cresciuto grazie alla storia di John Whaite, vincitore del reality televisivo Great British Bake Off. Whaite ha raccontato in un’intervista di aver sofferto di una depressione profonda, così paralizzante da non riuscire più a mettere un piede fuori di casa e ha rivelato come dedicarsi alla panificazione lo abbia aiutato a riaprirsi al mondo.

In Gran Bretagna sembra diventata una vera e propria “moda”, moltissime associazioni e panetterie offrono corsi per combattere lo stress e ritrovare il benessere imparando a fare il pane, ma anche per aiutare le persone ad uscire da un momento difficile come quello della depressione. O ancora per rientrare nella società e nel mondo del lavoro come i laboratori di panificazione per i detenuti.

A Londra esiste una Better Health Bakery, un forno “per sentirsi meglio” che aiuta i malati mentali o le persone depresse a riprendere i contatti col mondo proprio imparando a fare il pane, e in questo modo riprendere fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.

Tutto questo mi ha fatto venire in mente un libro che preso qualche tempo fa, il cui titolo mi aveva incuriosito: Il libro tibetano del pane di Edward Espe Brown che già nel 1970 sosteneva come impastare e cuocere una semplice pagnotta potesse avere un significato spirituale, mettendoci in contatto con il nostro io più profondo.

Il pane ha bisogno dei suoi tempi, non gli si può mettere fretta. Fare il pane rappresenta qualcosa di concreto in cui impegnarsi, rende tangibile l’amore che mettiamo in quello che facciamo e ci permette di condividerlo, nutrendo al tempo stesso il nostro spirito e lo stomaco degli altri.

[…] Fare il pane può rinnovare il nostro spirito, e in questo modo rinnovare il mondo, i nostri amici e i nostri vicini. Ci riconnettiamo alla terra, alla nostra origine condivisa, alla nostra vita e vitalità comune […] Dedicategli un po’ del vostro tempo: insieme al pane crescerete, maturerete, prospererete e sboccerete.

Al di là dell’aspetto più spirituale io ve lo consiglio perché è un ricettario ricco di spunti e idee non solo per il pane, ma anche per dolci, pancakes e muffin.

Non so voi, ma a me è venuta voglia di fare il pane in casa, non vedo l’ora di stare meglio per provarci! E voi cosa ne dite? 😉

 

 

 

 

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