Il cenone di… Babette

Eccoci qua, è arrivata anche la fine dell’anno… quindi stasera tutti pronti con cappellini glitterati e trombette per festeggiare l’arrivo del nuovo anno 😜

Ma non è capodanno senza il cenone: tradizionale, innovativo, vegetariano, vegano, calorico, light… ognuno ha i suoi gusti, l’importante è che sia festoso, ricco di sapore e colore, dopotutto è una tavola di festa!

Stavo pensando a come descrivere la mia idea di cenone e mi è venuta in mente la tavola del film “Il pranzo di Babette”. Per chi non lo conosce…

Ambientato in un piccolo villaggio della Norvegia alla fine dell’Ottocento, racconta la storia di due sorelle, figlie di un pastore protestante, decano e guida spirituale del posto. Martina e Philippa vivono dedicandosi completamente al prossimo, seguendo i principi del padre e arrivando a rinunciare anche all’amore e alla realizzazione personale. Un giorno si presenta alla loro porta, stremata, la parigina Babette Hersant, sfuggita alla repressione della Comune di Parigi, durante la quale ha perso il figlio e il marito. Babette viene accolta dalle due anziane donne e si guadagna l’ospitalità facendo da governante e contribuendo all’attività di beneficenza. Nessuno lo sa, ma Babette era la grande cuoca del Café Anglais di Parigi, una vera artista.

I giorni trascorrono sempre uguali e così passano gli anni, fino a quando da Parigi giunge la notizia che Babette ha vinto una grossa somma di denaro alla lotteria. Tutti credono che Babette li userà per tornare in Francia, ma lei decide di organizzare un grande pranzo, un vero pranzo di cucina francese. I dodici abitanti del villaggio, abituati a una vita priva di piaceri, sono terrorizzati che questo evento possa sconvolgere le loro esistenze tranquille.

Ma la bontà del cibo, l’atmosfera e l’amore con cui Babette ha cucinato, sedurrà tutti rendendoli allegri e felici. Proprio grazie alla convivialita’ della tavola troveranno la forza per superare le discordie che li dividevano.

Babette, senza dirlo a nessuno, ha speso tutto il denaro della vincita per procurarsi gli ingredienti, le bevande, i cristalli e le stoviglie, pur di esprimere nuovamente il suo talento. Rimarrà in Danimarca, perché a Parigi non c’è più nessuno che l’aspetta e ora è di nuovo povera, o forse no… perché come lei stessa dice «un artista non è mai povero».

La parte che preferisco è sicuramente quella in cui Babette decide di organizzare il grande pranzo. La protagonista sembra rinascere, quando vede arrivare tutti i meravigliosi ingredienti che le permetteranno di ricreare i piatti della sua grande cucina francese. Per lei i soldi non contano più, quello che più desidera è potersi esprimere di nuovo come un tempo faceva al Café Anglais.

È divertentissimo vedere come gli ospiti all’inizio cerchino di tener fede alla promessa di non proferire parola sul cibo, ma poi, boccone dopo boccone, si sciolgono davanti alla meraviglia di quello che gli è stato donato da Babette. Cominciano a capire che condividere il piacere della tavola non è un peccato che li condanna, ma un momento per stare insieme e condividere qualcosa di bello. L’amore che Babette ha messo nella cucina sembra arrivare al cuore dei suoi ospiti, i visi imbronciati lasciano spazio ai sorrisi e la diffidenza si trasforma nella gioia di assaporare qualcosa di nuovo, sconosciuto fino a quel momento.

Se vi capita, io vi consiglio di guardarlo. È un film un po’ datato, ma l’atmosfera che racconta non lo è per niente!

Ecco, questa è la mia idea di cenone… il cenone di Babette!

Allora buoni festeggiamenti, ci sentiamo il prossimo anno! 😉

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