Sembra ieri che pubblicavo il mio primo articolo sul blog, con mille dubbi e incertezze. Era partito tutto come un gioco e invece dopo un anno eccoci ancora qua.

Caro mycookingtherapy mi hai dato la possibilità di esprimere una parte di me che forse ancora non conoscevo bene, attraverso il piacere di scrivere e raccontare quello che amo di più: la cucina.

Una cucina però fatta non solo di ricette, ma di storie, di persone, di chi attraverso la cucina ha cambiato vita, di chi nella cucina ha trovato qualcosa o si è ritrovato.

Oggi compi un anno, sei ancora piccolino e hai bisogno di crescere, ma giorno dopo giorno, post dopo post, continueremo a farlo!

Grazie mycookingtherapy!

 

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Oggi si inaugura una nuova sezione di mycookingtherapy, tutta dedicata ai bambini! Con tanti spunti su come preparare piatti adatti al loro gusto, idee e suggerimenti per farli mangiare un po’ di tutto (…comprese le verdure!), ma  soprattutto una cookingtherapy speciale per coinvolgerli in cucina!

Ma partiamo subito con il primo articolo, per capire che cosa influenza i bambini quando si trovano davanti a un piatto!

Spesso i bambini proprio non ne vogliono sapere di mangiare quello che hanno nel piatto e così noi adulti insistiamo, ci agitiamo, ci arrabbiamo, ma poi finiamo per arrenderci. Ma cosa si potrebbe fare per attrarli maggiormente e convincerli a mangiare anche quella verdura di cui proprio non ne vogliono sapere?

Uno studio del 2011 della Cornell University si è occupato proprio di questo, indagando cosa attrae visivamente i bambini e che tipo di presentazione del cibo può influenzare le loro scelte.

23 bambini (pre-adolescenti) e 46 adulti sono stati messi di fronte a una serie di foto con diverse combinazioni di cibi che variavano secondo il numero di alimenti, il loro posizionamento nel piatto, i colori, l’organizzazione, ecc…. per testare le loro preferenze.

Proprio come noi adulti, anche i bambini mangiano prima con gli occhi, ma a differenza nostra che siamo attratti da portate con al massimo tre colori, amano ancora di più la varietà quindi piatti con tanti elementi e almeno 6 colori diversi! Secondo gli autori questa preferenza per la diversità rappresenta un punto fondamentale che può aprire nuove opportunità per favorire una dieta più variata dal punto di vista nutrizionale.

Per stimolare ancora di più la loro attenzione si può poi posizionare il cibo nella parte anteriore del piatto, quella di fronte a loro, meglio ancora se si riesce a creare delle semplici raffigurazioni come un sorriso o la forma di un cuore.

Secondo Brian Wansink, professore di marketing alla Cornell Dyson School di Economia Applicata e Management, questo studio mostra come ci sia la possibilità di rendere più attraenti anche i cibi meno amati dai bambini.

Quindi stasera a cena, via libera a colore e creatività!

 

Se non sapete da dove cominciare, provate con le formine taglia biscotti (ce n’è almeno una in ogni casa :)) per dare una forma diversa al pane, al prosciutto o ad una fetta di formaggio. Se non sono fatte di plastica potete anche usarle come stampino per cuocere le uova o ancora più semplicemente per impiattare alimenti più morbidi come la ricotta o del purè!

Per mantenere vivi e brillanti i colori, soprattutto delle verdure cotte, c’è da fare un po’ di attenzione in cottura. Non preoccupatevi, nel prossimo articolo vi darò qualche semplice suggerimento per mettere nel piatto  verdure sempre coloratissime e invitanti!

 

 

 

 

 

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