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Può la cucina essere un importante strumento di riabilitazione e reinserimento sociale?

La risposta è si! E I Dolci di Giotto ne sono un concreto esempio con il loro laboratorio “non convenzionale” che unisce un importante progetto sociale con l’eccellenza nell’arte pasticcera.

La cooperativa Giotto gestisce infatti un laboratorio di pasticceria in una realtà molto particolare come quella della Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova. Lì, ogni giorno si sfornano dolci freschi, brioches, biscotti e nel periodo natalizio anche un panettone che ha ricevuto importanti riconoscimenti di qualità da giurie di settore e che viene venduto con successo in Italia e in giro per il mondo. Pensate che può vantare tra i suoi estimatori dei “palati speciali” come Papa Benedetto XVI e Papa Francesco.

Un mestiere come quello del pasticcere richiede grande attenzione, pazienza e rispetto per la materia, per questo ci sono sei maestri pasticceri che coordinano un gruppo di 25 allievi detenuti e a seconda delle inclinazioni e capacità di ognuno li indirizzano alle varie fasi di preparazione, facendo loro intraprendere un importante cammino lavorativo e di cambiamento. Un processo di crescita che tende a valorizzare l’impegno del singolo, ma sempre inserito nella dimensione del lavoro di squadra.

I detenuti hanno la possibilità di occupare il tempo in modo attivo, riappropiandosi o apprendendo per la prima volta la cultura del lavoro, usufruendo di un percorso formativo specifico che offrirà loro una possibilità di occupazione una volta usciti. Il lavoro restituisce loro dignità e senso del vivere.

Attraverso un regolare contratto di lavoro che permette loro di percepire un reddito, hanno la possibilità di sostenere la famiglia di origine e dare un contributo alla società.

Attraverso l’assunzione di responsabilità si innesca un percorso di cambiamento, una specie di allenamento verso la libertà.

Ma a livello di riabilitazione ci sono dei risultati tangibili? Direi che parlano i dati: secondo le statistiche, in Italia la recidiva dei detenuti che tornano in libertà si aggira intorno all’80%. Nel caso dei detenuti coinvolti nel laboratorio della cooperativa Giotto la percentuale scende incredibilmente sotto il 2%. Un risultato positivo che evidentemente riguarda tutta la società e che si basa sull’articolo 27 della nostra Costituzione, secondo cui chi sbaglia deve essere rieducato e reinserito nella società meglio di prima.

E se volete ancora un po’ di numeri, pensate che quest’anno con i panettoni della solidarietà, le praline e i dolci del Santo sono stati raccolti ben 15.752,10 € che, tramite l’Associazione Santa Lucia per la Cooperazione e lo sviluppo tra i popoli, vanno a sostenere vari progetti di solidarietà tra cui la ricostruzione di una scuola elementare nel Comune di Amatrice.

 

Ora però parliamo anche un po’ di dolci, perché per Pasqua I Dolci di Giotto stanno preparando moltissimi prodotti che vanno dalle colombe tradizionali a quelle più originali come quella al mandarino o alla pesca e albicocca, ma anche le Veneziane, tipiche focacce di antica tradizione veneta. Tutti i prodotti seguono una lunga lievitazione e vengono confezionati con un ciclo di lavorazione di 72 ore, utilizzando ingredienti naturali e di grande qualità. E poi ci sono immancabili le uova di cioccolato!

 

 

 

Sul sito idolcidigiotto.it potete trovare l’elenco dei punti vendita presenti in tutta Italia, ma potete anche acquistare direttamente on-line. Per assicurarsi la spedizione entro Pasqua è necessario inviare l’ordine entro il 10 aprile, quindi andate subito a dare un’occhiata!

 

 

 

 

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