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Ieri sera ho visto per l’ennesima volta Ratatouille, ormai da anni al primo posto dei miei cartoon preferiti.

Sarà che è il primo cartone incentrato sul tema della cucina, ma io lo trovo un vero gioiellino d’animazione che consiglio a tutti grandi e piccini, chef e non.

Spesso anche in un film all’apparenza solo per bambini, si possono trovare molti spunti di riflessione.

 

Chiunque può cucinare

È il motto di Gusteau, lo chef del più famoso ristorante di Parigi e mentore del protagonista Remy. Niente di più azzeccato per mycookingtherapy!

Spesso molte persone non si avvici ano ai fornelli per paura o insicurezza. Partono già convinte di non riuscire e così non ci provano nemmeno. Invece la cosa importante è provare! La cucina è fatta di esperimenti, tentativi, errori. Se non credete a me, ascoltate almeno Gusteau!

 

Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare

Tenete la mente e gli occhi aperti, lasciatevi coinvolgere da quello che vedete intorno a voi. Potrebbe essere un regalo dell’orto del vicino, una piantina aromatica comprata al mercato, un frutto colto da un albero durante una passeggiata in campagna. O magari anche semplicemente un ingrediente nel vostro frigo o sul banco del supermercato. Se il cibo vi ha trovato, osservatene il colore, assaporate il suo profumo e accettate la sfida: provate a cucinare qualcosa di speciale!

Non deve essere per forza una ricetta complicata, lasciatevi ispirare. E perché no, se ve la sentite, osate con qualche accostamento azzardato.

 

Il topolino Remy mi ha dato anche uno spunto per un divertente esperimento gustativo.

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Provate a fare come lui, scegliete due ingredienti molto diversi tra loro come ad esempio un pezzetto di parmigiano e una fragola e provate ad assaggiare prima l’uno e poi l’altro, separatamente. Concentratevi sul sapore, sulle sensazioni che vi provocano in bocca, sulle immagini che evocano nella vostra mente. E poi provateli insieme e sentite come interagiscono. Sono in armonia o contrastano? Si esaltano a vicenda o uno predomina?
Prendetevi 5 minuti per sperimentare questa piccola meditazione del gusto. Potete anche trasformarla in un gioco per i vostri bambini: bendateli e invitateli a riconoscere diversi sapori e ingredienti. Si divertiranno come matti e alleneranno il loro senso del gusto e dell’olfatto.

Ma la scena più famosa di tutto il film è sicuramente quella in cui il terribile critico Ego assaggia la Ratatouille preparata da Remy. Il tema è quello del cibo del ricordo e del confort food, punto fondamentale di mycookingtherapy che merita un articolo a se!
Quindi nel frattempo guardatevi (o riguardatevi) Ratatouille, forse questa volta lo gusterete con occhi diversi…e ricordatevi:

Chiunque puo cucinare!

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Ci eravamo lasciati al Borough Market… Beh visto che non ho incontrato Jamie Oliver mentre facevo la spesa, ho deciso di andare a cercarlo nella sua scuola “The Jamie Oliver Cookery School”.

Sono quasi alla fine del mio viaggio a Londra e per concludere alla grande ho deciso di sperimentare una cooking therapy in perfetto stile londinese. D’altra parte ormai sono troppi giorni che non cucino e quindi mi prenoto per il corso di cucina giapponese “A taste of Japan”.

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La scuola si trova all’interno del Jamie’s Italian Restaurant al Westfield Shopping Center. All’ingresso vengo subito accolta da un ragazzo del team di Jamie (che scoprirò poi essere italiano), che mi spiega come si svolgerà il corso e mi consegna il mio grembiule. Sarà lui oggi a tenere la lezione. L’ambiente è giovane e accogliente e la cucina è già allestita con le varie attrezzature e gli ingredienti. Si lavora in coppia, ogni gruppo ha la sua postazione per replicare i gesti dello chef e così memorizzare meglio i passaggi.

 

 

 

Lo stile di Jamie è ben riconoscibile nelle spiegazioni del nostro chef, tutto è delicius, fresh, lovely…

La cosa mi fa quasi sorridere, ma poi vedo le espressioni dei miei compagni di corso e mi rendo conto che questa scelta attenta delle parole contribuisce molto a creare una bella atmosfera e a coinvolgerci.

Cosi oltre ad aver imparato a fare la salsa Teriyaki, ho preso coscienza che anche in cucina le parole sono molto importanti e hanno un ruolo fondamentale nel definire il nostro approccio alle materie prime e a come le trattiamo. Grazie Jamie per questo nuovo spunto di cooking therapy!

 

Ecco qui la ricetta del pollo Teriyaki e la foto del nostro risultato finale!

 

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Sono sempre in giro per Londra e questa mattina andiamo a fare la spesa in uno dei mercati più famosi della città, il Borough Market.

imageimageForse non vi ho ancora detto che una delle cose più belle e divertenti quando si inizia a cucinare è proprio andare in giro a ricercare le materie prime migliori. I mercati delle città sono un’esplosione di colori, profumi e suoni. Camminando tra i banchi, impariamo la provenienza, le caratteristiche e la stagionalità dei prodotti. Possiamo chiacchierare con i venditori, chiedere informazioni e consigli e spesso anche assaggiare prima di acquistare.

Borough Market è uno dei mercati più antichi di Londra, dove probabilmente anche William Shakespeare e Charles Dickens hanno passeggiato tra i banchi e dove oggi si può comprare, mangiare e fare corsi di cucina.

 

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L’atmosfera è sempre molto viva e frizzante, si passa dalle bancarelle dei formaggi al pane, dai fiori alle spezie (di cui ho fatto scorta), oltre ovviamente a frutta e verdura. E quando si è stanchi e soprattutto affamati, basta scegliere uno dei tanti street food e gustarsi il pranzo su una delle panchine del Market Hall.

 

 

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Io ho assaggiato un delizioso Scotch Egg (cioè una sfera di polpettone con all’interno un uovo sodo, il tutto panato e fritto… si insomma una cosa leggera :)) con patate dolci fritte e insalatina.

 

 

 

 

Per rimanere in tema, come CookingTherapy di questa settimana io vi consiglio un bel giretto nel vostro mercato locale. Non pensate a nessuna ricetta, andate e lasciatevi ispirare da quello che trovate!

Io invece continuo a girare, chissà che non incontri Jamie Oliver che fa la spesa… Ma questa è tutta un’altra storia 😉

 

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Oggi Mycookingtherapy vi scrive direttamente da London City!

Perché la cooking therapy non va mai in vacanza, anzi quale migliore occasione di un viaggio a Londra per trovare nuovi spunti sul mondo della cucina e del cibo.

Per quello che riguarda la mia esperienza fino ad ora, viaggiare e conoscere nuovi posti passa inevitabilmente attraverso la scoperta di nuovi piatti e magari nuovi sapori. Provare la cucina locale è sempre stato per me il modo più naturale e diretto di entrare in contatto con un nuovo luogo o una diversa cultura e sicuramente Londra, forse più di altre città, offre la possibilità di sperimentare moltissimo.
Cucina indiana, giapponese, thai, marocchina, libanese, greca, coreana, messicana… La lista è praticamente infinita e va dai ristoranti classici, ai locali small & buzzy (che potremmo tradurre come piccolo e frizzante, sicuramente la mia categoria preferita) allo street food (anzi no, questa è in assoluto la mia categoria preferita! 😜)
Ma partiamo con ordine. Per prima cosa ci servono dei nuovi libri di cucina da riportare a casa come speciale souvenir 😁
Destinazione: Books For Cooks – 4 Blenheim Cres, Notting Hill, London W11 1NN

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Questo piccolo e accogliente gioiellino di Notting Hill è specializzato in libri di cucina.
Si, avete capito bene, solo libri di cucina o che hanno a che fare con la cucina e il cibo.
Davvero unica nel suo genere, con il suo angolo Test Kitchen dove ogni giorno vengono testate nuove ricette e servite ai tavoli sistemati tra gli scaffali, per un pranzo diverso dal solito. Purtroppo io non posso fermarmi, la prossima tappa mi aspetta. Quindi vado alla cassa e poi via!

Ah… che libri ho comprato?
Vediamo… Ne riparliamo una volta a casa! 😉

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