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Ogni occasione è buona per un po’ di cooking therapy, meglio ancora se siamo ad Halloween!

Perché non approfittare della festa “dolcetto o scherzetto” per realizzare dei biscotti a tema insieme ai nostri bambini. Vi assicuro che ne saranno entusiasti e anche voi vi divertirete moltissimo 😉

Cucinare con i bambini è una parte fondamentale della cooking therapy. Possiamo coinvolgerli nella preparazione dei pasti, attirando l’attenzione sugli ingredienti o realizzare insieme a loro delle piccole ricette per stimolare la loro creatività.

Ecco la ricetta base per la pasta frolla:

  • 500 gr di farina 00
  • 300 gr di burro
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 1 uovo e 2 tuorli
  • 1 bacca di vaniglia

Fatevi aiutare dai vostri piccoli chef a individuare gli ingredienti e a pesarli!

Tagliate il burro a cubetti e lasciatelo un po’ ammorbidire a temperatura ambiente. Aggiungete tutta la farina e lo zucchero e lavorate velocemente il composto. Poi quando sarà diventato granuloso passatelo tra le mani strofinando i palmi, fino a ottenere una consistenza  simile alla sabbia.

Tagliate per la lunghezza la bacca di vaniglia ed estraete i semini profumati raschiandola con il dorso del coltello. Aggiungeteli alle uova leggermente mescolate e unitele al composto. 

Ora lavorate l’impasto molto velocemente e formate un panetto (se non avete la planetaria, preparate il composto in una ciotola e poi lavoratelo velocemente sul tavolo per formare il panetto).

Schiacciatelo e copritelo con la pellicola. La frolla dovrà riposare in frigo per almeno 1/2 ora.

Una volta riposata, lavorate leggermente la pasta per renderla di nuovo elastica. Stendetela con il mattarello fino a uno spessore di 1/2 cm (non fateli troppo sottili perché dovranno resistere alle varie fasi di decorazione!) e tagliateli con delle formine a forma di zucca, pipistrello o fantasmino.

Se non avete gli stampini, potete utilizzare del cartoncino ricoperto di carta stagnola per realizzare delle sagome personalizzate home made da ricalcare. Date un’occhiata QUI!

A seconda dell’età, i bambini potranno stendere la pasta e tagliare i biscotti, ma se sono troppo piccoli, potete realizzare in anticipo i biscotti e farli raffreddare, in modo da avere tutto pronto per la decorazione.

Ecco alcune idee adatte a diverse età:

* spennellate i biscotti con del miele e poi cospargeteli con codette colorate, nocciole tritate, scaglie di cioccolato o cocco. Potete anche applicare dei confettini colorati tipo smarties per fare gli occhi oppure dei pinoli per i denti di uno spaventoso teschio.

* preparate una glassa con acqua e zucchero a velo o albume e zucchero a velo (mi raccomando usate l’albume pastorizzato in vendita in tutti i supermercati). Potete stenderla con un cucchiaino o metterla in un biberon di plastica (tipo quello del ketchup che si vede nei fast food) per fare dei disegni più particolari. Per esempio l’omino pan di zenzero che usate a Natale può diventare una simpatica mummia.

* Allo stesso modo potete preparare una glassa di cioccolato, sciogliendo una tavoletta con un po’ di burro o un goccio di panna e disegnare gli occhi e la bocca delle zucche.

* I più esperti possono sbizzarrirsi con la pasta di zucchero!

E mentre aspettate che la pasta riposi o che i biscotti si raffreddino, perché non realizzare qualche sagoma di cartoncino da applicare a cannucce o bicchieri e rendere così la merenda di Halloween ancora più speciale.

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Tavola apparecchiata

L’altra sera dopo essere stata in giro tutto il giorno sono passata al supermercato per comprare qualcosa per cena. Lo confesso, complice la stanchezza della giornata e il richiamo del divano sono andata alla ricerca di qualcosa di pronto e veloce da preparare. La scelta è caduta su una zuppa fresca di verdure, ma pur sempre pronta.

Mentre ero in coda alla cassa continuavo a pensare come sia difficile non cedere a quella sfilza di cibi pronti, pre-confezionati, pre-cotti, pre-assemblati, pre-tagliati, pre-lavati, pre-qualsiasi cosa… che ci permettono di liquidare la preparazione del pranzo o della cena in 5 minuti netti senza troppi sforzi.

Daltra parte la giornata è fatta di 24 ore e tra il lavoro, la famiglia, la casa, la palestra e 8 ore di sonno (se va bene) il tempo da dedicare alla cucina è sempre più limitato… figuriamoci per fare cooking therapy!

Così ho pensato che era necessario studiare una strategia, trovare una soluzione, un piccolo trucco per permettere a tutti, anche a chi ha poco tempo e per niente voglia di cucinare, di avvicinarsi alla cooking therapy.

Non molto tempo fa ho letto il libro Micro soluzioni, dove l’autrice Caroline L. Arnold spiega come spesso le persone si impongano cambiamenti drastici per dare una svolta alla propria vita, ma questi propositi in realtà sono demotivanti perché troppo complessi e non danno risultati immediati. Il segreto secondo lei è «spezzare» l’obiettivo in più parti, dividerlo in tanti piccoli «micro» traguardi che, più facilmente raggiungibili, regalano subito una gratificazione e spingono ad andare avanti con maggiore determinazione.

Proviamo quindi a creare un micro proposito di cooking therapy: “Dedicarsi alla cucina per 1 giorno al mese”.

Fase 1: Scegliete per chi cucinare.

Potete decidere di cucinare per il partner, per la famiglia, per un gruppo di amici o anche semplicemente per voi stessi. L’importante è metterci cura e amore.

Fase 2: Scegliete la ricetta.

Deve ispirarvi, comunicarvi qualcosa, cucinate il vostro cavallo di battaglia, una ricetta letta che volete sperimentare o il vostro piatto preferito, deve essere qualcosa che vi piace!

Fase 3: Fate la spesa (meglio se al mercato)

Fase 4: Musica

Mentre cucinate mettete in sottofondo un po’ di musica, una buona sessione di cooking therapy ha bisogno di una buona colonna sonora!

Fase 5: Non dimenticate di apparecchiare per bene la tavola.

La tavola è la cornice finale per il vostro piatto, non trascurate questa parte, anche e direi soprattutto se state cucinando solo per voi. Potete aggiungere un po’ di colore con dei fiori o una piantina aromatica e magari accendere una candela per creare un po’ di atmosfera.

La fase più importante ovviamente è cucinare!

Fatelo con attenzione, concentrandovi sui vari ppassaggi. Siate presenti con la mente e con tutti i sensi: toccate, annusate e assaggiate gli ingredienti, entrate in contatto con la materia, cercate di conoscerla in ogni sua sfumatura. State attenti alla vostra postura e alla respirazione, come nella meditazione anche qui è molto importante!

Allora buon lavoro e buona giornata di cooking therapy!

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L’autunno è ormai alle porte, ma complice il caldo e un po’ di crisi post-vacanze, la voglia di estate è ancora tanta. Abbiamo da poco parlato di confort food e allora cosa c’è di meglio di una facile zuppetta fresca per rimanere ancora un po’ nell’atmosfera estiva!

Ecco gli ingredienti:

  • pisellini surgelati
  • ricotta
  • cipollotti freschi
  • menta fresca
  • buccia di limone non trattato
  • olio evo
  • sale e pepe

Non ho messo di proposito delle grammature precise, perché la ricetta è molto semplice e potete prepararla tranquillamente dosando ad occhio gli ingredienti. In questo modo potete cucinare più rilassati, concentrandovi di più sugli ingredienti. Inoltre sarete costretti ad assaggiare di più, cosa fondamentale in cucina che vi aiuterà a sviluppare un maggior senso del gusto per le diverse sfumature di sapore.

Allora si parte!

Affettate finemente il cipollotto e fatelo soffriggere a fuoco molto dolce con un po’ di olio extra vergine di oliva. Se avete paura che bruci, aggiungete un goccino di acqua.

Una volta che si è appassito bene, aggiungete i pisellini, fate insaporire un minuto e poi coprite con acqua o brodo vegetale. Mentre la zuppetta cuoce, mescolate la ricotta con sale, pepe, la buccia di limone grattugiata e le foglioline di menta tritate (potete anche spezzettare la menta a mano per un risultato più grossolano, ma anche più fresco).

Una volta che i pisellini sono cotti, trasferiteli nel bicchiere del minipimer e frullateli aggiungendo il liquido di cottura fino a raggiungere la consistenza che preferite. Aggiustate di sale e lasciate raffreddare. Potete immergere il contenitore in acqua e ghiaccio per fare più velocemente.

Una volta tiepida potete servirla con delle quenelle di ricotta, un giro d’olio e ancora qualche fogliolina di menta.

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Alcuni piccoli suggerimenti:

  • Se volete un gusto più deciso aggiungete del Parmigiano grattugiato al composto di ricotta oppure usate una ricotta di pecora.
  • Per imparare a fare delle quenelle perfette guardate qui!
  • Per un tocco speciale usate il pepe timut al posto del semplice pepe nero. Questa speciale varietà del pepe di Szechuan dona un sapore molto fresco e particolare che ricorda quello del frutto della passione.
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Ieri sera ho visto per l’ennesima volta Ratatouille, ormai da anni al primo posto dei miei cartoon preferiti.

Sarà che è il primo cartone incentrato sul tema della cucina, ma io lo trovo un vero gioiellino d’animazione che consiglio a tutti grandi e piccini, chef e non.

Spesso anche in un film all’apparenza solo per bambini, si possono trovare molti spunti di riflessione.

 

Chiunque può cucinare

È il motto di Gusteau, lo chef del più famoso ristorante di Parigi e mentore del protagonista Remy. Niente di più azzeccato per mycookingtherapy!

Spesso molte persone non si avvici ano ai fornelli per paura o insicurezza. Partono già convinte di non riuscire e così non ci provano nemmeno. Invece la cosa importante è provare! La cucina è fatta di esperimenti, tentativi, errori. Se non credete a me, ascoltate almeno Gusteau!

 

Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare

Tenete la mente e gli occhi aperti, lasciatevi coinvolgere da quello che vedete intorno a voi. Potrebbe essere un regalo dell’orto del vicino, una piantina aromatica comprata al mercato, un frutto colto da un albero durante una passeggiata in campagna. O magari anche semplicemente un ingrediente nel vostro frigo o sul banco del supermercato. Se il cibo vi ha trovato, osservatene il colore, assaporate il suo profumo e accettate la sfida: provate a cucinare qualcosa di speciale!

Non deve essere per forza una ricetta complicata, lasciatevi ispirare. E perché no, se ve la sentite, osate con qualche accostamento azzardato.

 

Il topolino Remy mi ha dato anche uno spunto per un divertente esperimento gustativo.

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Provate a fare come lui, scegliete due ingredienti molto diversi tra loro come ad esempio un pezzetto di parmigiano e una fragola e provate ad assaggiare prima l’uno e poi l’altro, separatamente. Concentratevi sul sapore, sulle sensazioni che vi provocano in bocca, sulle immagini che evocano nella vostra mente. E poi provateli insieme e sentite come interagiscono. Sono in armonia o contrastano? Si esaltano a vicenda o uno predomina?
Prendetevi 5 minuti per sperimentare questa piccola meditazione del gusto. Potete anche trasformarla in un gioco per i vostri bambini: bendateli e invitateli a riconoscere diversi sapori e ingredienti. Si divertiranno come matti e alleneranno il loro senso del gusto e dell’olfatto.

Ma la scena più famosa di tutto il film è sicuramente quella in cui il terribile critico Ego assaggia la Ratatouille preparata da Remy. Il tema è quello del cibo del ricordo e del confort food, punto fondamentale di mycookingtherapy che merita un articolo a se!
Quindi nel frattempo guardatevi (o riguardatevi) Ratatouille, forse questa volta lo gusterete con occhi diversi…e ricordatevi:

Chiunque puo cucinare!

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Articolo settimanale F
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Oggi mi sono trovata a sfogliare un numero di giugno della rivista “F” e ho trovato un articolo veramente molto carino e interessante sul rapporto con il cibo e le diete (probabilmente in vista della tanto temuta prova costume 😱).
L’argomento prende spunto dal libro SuperCibo (http://www.ibs.it/code/9788820056742/chopra-deepak/super-cibo-combatti.html) scritto dal medico indiano Deepak Chopra che spiega quali sono le ragioni che spesso ci portano a sfogare i nostri stress emotivi sul cibo, magari abbuffandoci di schifezze. Ma soprattutto indica un percorso per ritrovare un equilibrio corpo – mente senza rinunciare alle gioie della tavola.

Il libro non l’ho ancora letto, ma prometto che appena lo farò aggiungerò un articolo nella sezione “il libro nel piatto” 😉

Comunque per ora mi piaceva riportare la parte dell’articolo che mi è piaciuta di più e cioè i suggerimenti per inserire nella quotidianità delle piccole novità positive e sconfiggere l’impulso ad abbuffarsi!

p.s. Non ho resistito ad aggiungere anche qualche tips firmato mycookingtherapy…

Lunedì trasforma il passivo in attivo
Se hai l’abitudine di consumare i pasti davanti al computer o alla tv, crea una nuova abitudine più attiva come fare una breve passeggiata dopo pranzo o dopo cena.

mycookingtherapy – anche scegliere di mettersi ai fornelli invece che comprare una cena take-away, una sera a settimana, può essere un’ottima nuova abitudine!

Martedì trasforma lo spento in acceso
Oggi inseriamo un po’ di brio con un tocco di colore o di peperoncino nel piatto.

mycookingtherapy – provate con lo zenzero! 

Mercoledì trasforma la routine in sorpresa
Oggi combatti la routine provando un nuovo ristorante o un nuovo supermercato.

mycookingtherapy – potrebbe essere l’occasione buona per alzarsi presto e fare un giro al mercato della vostra città.

Giovedì trasforma il vecchio in nuovo
Oggi fai piazza pulita del cibo stantio in frigo e sostituiscilo con frutta e verdure fresche.

mycookingtherapy – il bicarbonato è ottimo per pulire il frigo e non dimenticatevi di metterne sempre una ciotolina al suo interno per assorbire gli odori!

Venerdì trasforma il pessimismo in ottimismo
Pensa con fiducia alle tue nuove scelte alimentari e a tutte le nuove possibilità e benessere che ti porteranno.

Sabato trasforma il dovere in ricreazione
Coltiva un piccolo orto sul terrazzo o compra un nuovo attrezzo per la tua cucina. Alzati presto per fare colazione con lo spettacolo dell’alba oppure concediti un aperitivo davanti al tramonto.

mycookingtherapy – io ho provato l’esperienza di fare colazione in spiaggia in riva al mare la mattina presto, dopo aver fatto un po’ di jogging… Nonostante l’alzataccia devo dire che mi ha dato un’energia incredibile per tutta la giornata.

Domenica trasforma l’ordinario in ispirazione
Un giorno alla settimana deve essere straordinario, quindi oggi subito prima dei pasti fai una qualunque cosa che ti faccia sentire veramente bene. Per esempio ascolta la tua musica preferita, leggi un libro che ti piace o vai a vedere una mostra.

Allora non mi resta che augurarvi buona settimana!

Fonte: settimanale F – N.23 – 8 giugno 2016 – Cairo Editore

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Pizza break
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Sapete qual è una delle cose belle di imparare a cucinare?

… ogni tanto anche scegliere di non farlo!

Sembra un controsenso, ma non lo è. E quindi stasera mi concedo una pizza e birra sul divano 😉

Quando si comincia a sperimentare in cucina, può capitare di sbagliare, magari fare un pasticcio con le spezie, esagerare con il sale o impostare male la temperatura del forno. Niente paura! Anche se avete fatto un disastro, l’importante è non perdere la pazienza e soprattutto non scoraggiarsi. In cucina è fondamentale continuare a provare e riprovare, mantenendo l’entusiasmo.

Quindi se la ricetta non è riuscita, concedetevi una serata di pausa e riprovateci il giorno dopo.
E se proprio non volete rinunciare ad un tocco personale, potete fare come me: ordinate una semplice margherita e personalizzatela come più vi piace o con quello che trovate nel frigo. Io stasera ho aggiunto pesto e pomodorini!

E ricordate: “keep calm and carry on cooking!”

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