L’autunno non è di certo la mia stagione preferita, l’estate è ormai lontana e le giornate si accorciano sempre di più… ma c’è una cosa, o meglio un ingrediente, che riesce sempre a tirarmi su di morale… è la ZUCCA!

Quindi nella mia cucina da ottobre si dà il via libera a quintali di zucca… in tutte le forme, consistenze e abbinamenti possibili. Adoro il suo colore così intenso, in grado di animare anche i piatti più semplici e il suo sapore versatile che si adatta bene sia a ricette dolci che salate.

Esistono molte varietà di zucca, diverse per forma, colore e aspetto della buccia. Una varietà molto diffusa in Italia che si presta bene a molte ricette è la “delica” dal gusto dolce e dalla polpa soda. Facilmente troverete anche le zucche “butter nut” dalla tipica forma allungata e un po’ ricurva, anche questa ha una polpa molto soda che si conserva a lungo. Se ne avete occasione provate anche altre varietà, come la “marina di Chioggia” dal gusto deciso o la rugosa zucca “mantovana” utilizzata per il ripieno dei famosi tortelli.

 

E adesso un po’ di pratica…

PER PULIRE LA ZUCCA

1- assicurati che il tagliere sia ben stabile

Suggerimento!!! Per fissare bene il tagliere al piano di lavoro ed evitare che si muova mentre tagli gli ingredienti, metti sotto della carta cucina bagnata oppure una spugna piatta umida, in questo modo potrai lavorare con maggiore stabilità e sicurezza!

2- con un coltello robusto tagliatela a metà e aiutandovi con un cucchiaio raschiate via i filamenti e i semi.

3- per pelarla se non avete un coltellino adatto, usate il pelapatate, sprecherete meno polpa e non rischierete di tagliarvi!

4- tagliate la polpa a dadini o a fette a seconda della ricetta

Qui vi propongo una RICETTA BASE, semplicissima e anche abbastanza veloce che sono sicura vi conquisterà:

CREMA DI ZUCCA – dosi per 4 persone

circa 1 kg di polpa di zucca pulita e tagliata a pezzi abbastanza regolari

1 porro

1 patata media di circa 200g

brodo vegetale o acqua

olio extra vergine di oliva q.b.

sale e pepe

 

Procedimento:

1- Affettate finemente il porro e mettetelo a soffriggere dolcemente in una casseruola abbastanza alta, con un filo d’olio e un goccino d’acqua. Salate e pepate leggermente e continuate la cottura per circa 5 minuti.

2- Aggiungete la zucca e la patata a dadini e fate rosolare.

3- Coprite fino a sommergere il tutto con brodo vegetale caldo (o acqua) e lasciate cuocere a fuoco medio.

4- Quando la zucca e la patata sono morbide e ben cotte (ci vorranno circa 20 minuti) potete frullare il tutto con un mixer a immersione.

5- Aggiustate di sale e pepe e servite

 

Quanche idea in più…

Potete arricchire la vostra crema di zucca con dei crostini di pane dorati, semi di zucca e ricotta affumicata grattugiata. Anche l’abbinamento zucca e funghi porcini dà sempre grandi soddisfazioni 🙂

Potete aggiungere alla crema un pizzico di noce moscata o, se volete provare un gusto più particolare, dei semi di cumino leggermente tostati in padella e poi tritati (o meglio ancora pestati nel mortaio).

Questa crema è ottima servita come antipasto o come primo piatto, magari con l’aggiunta di riso bollito. Oppure potete utilizzarla come base per tanti altri piatti:

  • con gli gnocchi
  • come base per un risotto alla zucca
  • come salsa per un filetto di pesce

Potete sbizzarrirvi come più vi piace!

 

 

 

0
Share
,

Lorena Loriato è una chef e insegnate di cucina crudista. Quando l’ho conosciuta (in palestra 😊) un po’ di anni fa, lavorava nel campo musicale, organizzava eventi e concerti per un noto club musicale. Si trovava in un momento di grande fermento e di lì a poco avrebbe portato parecchi cambiamenti nella sua vita. Prima di tutto avvicinandosi all’ambito vegano crudista e poi prendendo la decisione di lasciare il lavoro e l’Italia per intraprendere una nuova avventura.

Nel 2012 si trasferisce a Londra dove impara non solo le tecniche della cucina crudista, ma anche un metodo di insegnamento per poter trasmettere agli altri questo approccio al cibo. Da’ quindi il via alla sua attività lavorando come chef e organizzando corsi di cucina crudista sia in UK che in Italia.

Dopo 4 anni si trasferisce in Kuwait, questa volta la sfida è avviare un locale completamente crudista, il Super/Foods

Ed ora che Lorena si sta preparando per la prossima tappa, che potrebbe essere chissà, forse di nuovo in Europa, non potevo lasciarmi scappare l’occasione di incontrarla e raccontare la sua esperienza.

Eccovi qui di seguito una piccola intervista dove scopriremo un po’ di più su di lei e soprattutto sul raw food:

Che cosa ti ha spinto a cambiare radicalmente vita e lavoro e ad entrare nel mondo del food?
E’ stato l’ascolto. E’ venuto in modo naturale. Credo che tutti noi siamo in continuo movimento ed io in particolar modo ho bisogno di non sentirmi mai stagnante. Una volta credevo che il mio “annoiarmi facilmente” fosse un difetto, poi ho capito che faceva parte della mia spinta a crescere e scoprire sempre.
Anche quella volta, ho ascoltato tutti i segnali che la vita e il mio corpo mi stavano dando. A causa (o forse per merito!) dei disordini alimentari di cui ero preda, avevo sperimentato molti approcci al cibo dalla pre-adolescenza in poi. Il cibo rimaneva il mio chiodo fisso, ma se prima era una fobia,  gradualmente stava diventando un amico da accettare e capire. E più mi nutrivo in modo naturale, più anche le mie aspettative verso l’esterno cambiavano. Non mi sono andati più a genio certi meccanismi della vita lavorativa che conducevo, ed essendo il mio interesse ormai rivolto altrove, sentivo di non apportare più nessun contributo al mio lavoro.
Non intendevo entrare nel mondo del food ma nel mondo del crudismo si! E’ vero, il mio approccio al crudismo è  fatto anche di ricette, ristornati, ecc… ma è prima di tutto uno stile di vita ed è questo che voglio trasmettere e insegnare.

Cosa significa mangiare raw? Perché hai scelto proprio il raw food?
Mangiare raw significa scegliere di alimentarsi con cibo di origine vegetale che è stato lavorato poco o per nulla e comunque che non ha superato nel processo di lavorazione la temperatura di 42-46 gradi. Oltre questa temperatura, si perde la maggior parte dei principi nutritivi del cibo.
Mangiare raw significa anche cambiare, avvicinarsi in modo spontaneo ad uno stile di vita più sano, più delicato e sensibile verso l’ambiente.
E’ stato il raw food a scegliere me. Quella volta che, cambiando casa, mi sono ritrovata nel nuovo appartamento senza cucina per due settimane! Non volevo cedere a tonno in scatola e grissini, così ho iniziato a mangiare frutta, verdura e frutta secca. Nel giro di qualche giorno mi sono ritrovata ad essere “gioiosa”. Proprio così! Non soltanto non mi sentivo affamata o debilizzata, ma al contrario ero super energica e felice. Ribadisco il concetto di felicità perché finalmente, dopo quasi trent’anni, ho sentito nuovamente il suono della mia risata. Le persone che soffrono o hanno sofferto di depressione lo sanno che per quanto si riesca a migliorare, rimane sempre quella “patina”, quel velo che ci offusca un po’ le giornate, che ci frena nel vivere appieno la bellezza della vita. Ce l’avevo anche io, fino a quando ho incontrato l’alimentazione crudista.

Qual è la cosa che ami di più del tuo nuovo lavoro?
Sicuramente la possibilità che mi da di influenzare positivamente la vita di chi incontro. Mi sono resa conto che ho ispirato delle persone a volersi più bene e ad essere più coraggiose. Una volta tolto quel velo di tristezza dalla mia vita, sono cambiate tantissime cose. Tutto di riflesso è migliorato. Mi sono sentita più forte e sicura ed ho fatto delle scelte che sicuramente prima non avrei osato fare: lasciare il lavoro senza un piano B, trasferirmi all’estero senza piani (ma con in testa il crudismo), buttarmi insomma, senza lasciare spazio alla “scusite” 😉

Grazie ai social diverse persone hanno seguito la mia evoluzione ed ho ricevuto tanti tanti tanti messaggi di amici ma anche di sconosciuti che hanno preso spunto per provare a cambiare alimentazione o situazioni con cui non erano più in sintonia.
Probabilmente mi aiuta anche il mio approccio moderato. Ho sperimentato personalmente che le misure estreme non fanno bene né al corpo né allo spirito (almeno il mio).

C’è un ricordo/episodio legato alla cucina a cui sei particolarmente affezionata e perché?
Provengo da una famiglia in cui la cucina non riveste un ruolo particolarmente importante. Ci piace mangiare ma abbiamo gusti decisamente non elaborati.
Più che un ricordo, c’è un’immagine a cui sono affezionata: I miei nonni paterni coltivavano verdura e piante da orto che poi rivendevano ai mercati da cui si rifornivano i fruttivendoli. Quindi in casa da sempre abbiamo avuto verdura a volontà. A tavola noi 4 avevamo sempre, oltre al piatto principale, anche una ciotola a testa di verdura cruda.

Dalla tua esperienza, come è percepito il raw food in Italia rispetto ai paesi dove hai vissuto?
E’ percepito con curiosità anche se rimane la sensazione della rinuncia, come anche per la cucina vegana. Solo la vegetariana è accettata e non contestata più di tanto.
In Italia c’è una tradizione alimentare antica e incredibile, a mio avviso la migliore al mondo. Questo fa si che ci sia anche una sorta di “gelosia” del proprio tesoro. C’è il timore che se si introduce qualcosa di nuovo si debba per forza rinunciare a qualcos’altro. Non è affatto così. Mangiare crudo è un’opportunità in più, un’opzione che si può aggiungere alle tante squisite ricette della cucina tradizionale italiana.
A Londra non c’è questa chiusura perché “non hanno nulla da perdere”. Hai mai visto un ristorante di cucina inglese all’estero?
In Medioriente… seguono le mode. Fortunatamente il raw food è molto in voga negli Stati Uniti e quindi viene recepito bene anche nei Paesi del Golfo. Non credo che tutti abbiano chiari i benefici alla salute che questo stile alimentare porta con sé, ma è irrilevante. Nel senso che se anche mangiano crudo solo per moda non importa, di fatto migliorano la loro alimentazione e impattano meno sull’ambiente, e questo è già un successo.

E’ possibile per un non-crudista inserire alcuni piatti raw nella dieta di tutti i giorni e trarne alcuni benefici?
Certo! Io stessa non mangio solo crudo. Quello che consiglio a chi vorrebbe provare è scegliere il pasto della giornata in cui gli verrebbe più naturale e semplice mangiare crudo e provarci. Tanti iniziano con la colazione, sostituendo il caffè, pane e marmellata con un frullato verde (ci sono tante ricette online e una ve la voglio regalare qui 😉) o con un mix di frutta fresca e secca.
Io personalmente troverei più semplice mangiar crudo per cena perché mangiare leggero mi fa dormire meglio, mi sveglio più riposata e, di conseguenza, non sento la necessità di bere un caffè la mattina seguente per iniziare la giornata. Quindi un doppio successo!

Beh, cosa aggiungere alle parole di Lorena… Io di certo non sono vegana e nemmeno vegetariana, ma non posso negare di essere molto incuriosita e attratta dalle diverse prospettive che ruotano attorno al cibo. La cucina si sa è contaminazione, di idee, di ingredienti, di tecniche. Quando poi capita di incontrare qualcuno che ci può presentare un altro punto di vista in modo così naturale, disponibile e aperto come è capitato a me con Lorena, è davvero una fortuna. Io sicuramente proverò ad aggiungere una parte di crudismo alle mie giornate, magari proprio dalla colazione, perché di energia ce n’è sempre bisogno, soprattutto la mattina! E voi siete incuriositi? Volete provare? …allora iniziate da questo semplice frullato che Lorena ci ha voluto regalare:

 

My Green Smoothie

Ingredienti
1/2 avocado
1 manciata di spinaci
5 cm di gambo di sedano
200 ml di estratto o di succo di mela non zuccherato
1 cucchiaio di foglie di menta (d’estate)
1 cm di radice di zenzero sbucciata (d’inverno)
1/2 lime succo 

acqua qb

Istruzioni
Frullate assieme il sedano, il succo di mela, l’avocado ed il succo di lime. Aggiungete gli spinaci e la menta o lo zenzero a seconda della stagione: la menta rinfresca per cui la consiglio d’estate, lo zenzero riscalda e lo preferisco d’inverno. Se non avete l’estrattore o il succo di mela potete frullare direttamente 2 mele lavate assieme al resto degli ingredienti (cambieranno il volume e la consistenza del frullato).

A seconda della fluidità che preferite, potete aggiungere acqua.

Un consiglio: preferite le mele biologiche!

Potete seguire Lorena su:

www.lorenaloriato.com

Facebook: Lorena Loriato

Instagram: Lorena Loriato

 

0
Share

Reduce da uno dei miei soliti giri all’Ikea (lo devo ammettere l’Ikea è uno di quei posti dove a intervalli regolari devo concedermi un giretto, mi capite vero??!! 😉), avevo proprio voglia di mangiare un piattino di ispirazione svedese.

Complici anche queste belle giornate di sole che ci riportano uno spiraglio estivo, la scelta è ricaduta su un piatto fresco: salmone affumicato con insalata di patate alla senape.

Velocissimo e facile da preparare:

Il salmone affumicato… lo comprate pronto 😉

Le patate, basta tagliarle a pezzettoni e lessarle in acqua leggermente salata. Lasciatele intiepidire prima di condirle con la salsa.

Bene, ora concentriamoci sulla salsa:

Mescolate insieme 2 cucchiaini di senape (io adoro quella all’Antica con i grani interi, perché oltre al sapore mi aggiunge anche una consistenza più particolare al piatto), 1 cucchiaino di miele (acacia o millefiori andranno benissimo), 1 cucchiaino di aceto di mele, 1 cucchiaino di aneto fresco (lo so che è difficile trovarlo quindi via libera anche a quello secco, in alternativa è ottima anche con il finocchietto selvatico), un filo d’olio extra vergine e un pizzico di sale.

Il gioco è fatto e il pranzo è pronto! Ora potete dedicarvi al montaggio dei nuovi mobili! 😜

P.S. La salsina è ottima anche per condire un’insalata, delle verdure bollite o in accompagnamento alla carne alla griglia!

0
Share

Ieri ha preso il via la 74 Mostra Internazionale d’Arte Cinematrogafica organizzata dalla Biennale di Venezia che si terrà al Lido di Venezia fino al 9 settembre.

E per rendere omaggio a questa importante manifestazione che porta l’attenzione del panorama artistico internazionale sul nostro territorio, ecco un libro molto carino, da cui prendere spunto per realizzare tante sfiziose ricette ispirate ai film piu famosi.

“Il gusto del cinema internazionale” della giornalista e scrittrice Laura Delli Colli – Cooper Editore.

È una raccolta di oltre 100 ricette, ognuna abbinata alla scheda del film a cui si ispira. Si passa dal soufflé al formaggio di Sabrina, agli spaghetti con polpette di Lilli e il vagabondo. Dalla crème brûlé de Il favoloso mondo di Amelie ai pomodori verdi fritti dell’omonimo film.

E se il vostro film preferito non compare nella lista? Potete sempre aggiungerlo voi! Lasciatevi ispirare!

Spesso nei film ci sono tanti riferimenti più o meno evidenti a cibi, piatti o ricette che potete realizzare a casa, per gustare davvero fino in fondo la storia, perché come dice l’autrice “esistono piatti da mangiare con gli occhi e film da gustare con il palato…”

Quindi buona settimana del Cinema e… buon appetito! 😉

 

 

 

 

0
Share

Sotto il cielo, sotto il cielo,

di Berlino, di Berlino,

mi mangio mezzo panino… e non ci penso più

Cosi cantano i Thegiornalisti, ma a dir la verità nella mia settimana berlinese ho mangiato molto di più di “mezzo panino” 😜

Ecco quindi i miei personalissimi suggerimenti (tutti testati!) su dove mangiare a Berlino:

 

1- non fatevi scappare lo street food!

Per me ormai è una regola: ogni volta che visito una nuova città, almeno una tappa la dedico al cibo di strada, perché penso che non ci sia niente di meglio e più diretto per entrare in contatto con la cultura gastronomica di un luogo. E guarda caso proprio nella zona del mio hotel, vicino la Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis-Kirche (Chiesa commemorativa dell’Imperatore Guglielmo) ho trovato un fantastico mercatino con tutte le specialità locali, non poteva andare meglio di così: il famoso panino (più doppio che mezzo 😂) con würstel, crauti e senape e poi delle patate arrostire e ricoperte con una fantastica salsina allo yogurt.

 

2- sapori dal mondo


Come tutte le grandi capitali, anche Berlino è diventata una città cosmopolita che offre la possibilità di assaggiare le cucine più disparate e così per la prima cena scegliamo il Cocolo Ramen – Mitte. Un posticino piccolo, ma molto accogliente. Non fatevi spaventare dalla fila fuori, aspettare un po’ è una consuetudine nei ramen bar, ma ne vale la pena. Se è possibile sedetevi al bancone così potrete osservare i cuochi al lavoro!

 

3- cucina ebraica

Non perdetevi lo Scheunenviertel, una delle zone più antiche e carismatiche della città, anima della comunità ebraica berlinese. Proprio qui a due passi dalla nuova Sinagoga, potrete gustare un’ottima cucina kosher da Hummus & Friends! Ovviamente non potere non assaggiare l’hummus… ma vi consiglio anche il bulgur alle verdure e la melanzana ripiena!

 

4- per stare leggeri

Sempre in tema hummus & co, ma più adatto per un pranzetto veloce è Hope Superfood Deli, a due passi da Kaiser Wilhelm Platz nel quartiere Schoneberg. Adatto per vegani, vegetariani e celiaci.

 

5- pausa zen

La tappa noodle house non era prevista, ma vi assicuro che non è possibile passare davanti a The tree e non entrare. Lasciandoci alle spalle Bernauer Strasse, luogo cruciale per il muro di Berlino che ospita oggi un sito commemorativo estramente toccante, percorrete Brunnenstrasse per tornare in centro e fermatevi in questa oasi. Una volta varcata la soglia vi sembrerà di essere catapultati in un giardino zen, l’atmosfera è quasi irreale.I noodle sono ottimi, il personale sorridente e i prezzi molto abbordabili, una pausa rigenerante da non perdere!

 

5- la tradizione

Per l’ultimo suggerimento torniamo sul classico. È ora di cena e siamo sempre nel quartiere Scheunenviertel, sempre vicino alla nuova sinagoga, ma dalla parte opposta di Hummus&Friends. Lungo Oranienburger strasse troviamo Acht&dreissig, cucina tedesca e ambiente ricercato. I prezzi sono leggermente più alti, ma il rapporto qualità prezzo è ottimo e il servizio molto accurato. Noi abbiamo optato per un sostanzioso piatto unico: Wiener Schnitzel con patate e una fresca insalata di cetrioli. Il tutto abbinato ovviamente a una freschissima birra! Non potevamo concludere in modo migliore il nostro viaggio a Berlino…

 

0
Share

[…] Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. […] All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

(Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

Vi capita mai che un cibo vi faccia affiorare un ricordo in maniera così forte da rimanere impresso nella mente, un pensiero che faccia venire voglia di chiudere gli occhi e farvi trasportare completamente da quel sapore e da quel profumo come se la sensazione che provate sotto i denti vi potesse portare realmente in quel ricordo.

A me capita in continuazione, soprattutto d’estate, come quando l’altro giorno stavo mangiando dell’anguria fresca per trovare un po’ di sollievo da questo caldo.

Mi sono ricordata improvvisamente delle sere d’estate della mia infanzia, quando ci si riuniva tutti nella casa di campagna di mio zio per cenare in compagnia. Noi bambini aspettavamo sempre con entusiasmo il momento in cui ci si spostava in giardino per il taglio dell’anguria… o meglio del cocomero (come lo abbiamo sempre chiamato a casa mia 😉).

Si mangiava tutti insieme, con le mani, addentando la fetta senza remore, senza la preoccupazione di sporcarsi, un vero momento di relax per tutti, anche per chi aveva cucinato, apparecchiato, sparecchiato… con l’anguria tutti si sedevano e si rilassavano.

Si potrebbe dire che la fetta di anguria aveva un potente effetto social!

Forse oggi abbiamo un po’ perso quello spirito di semplicità, presi dalla ricerca di sempre nuove ricette, nuovi modi di sorprendere, elaborando e rielaborando tutti i cibi (eccomi qua, sono la prima colpevole! 😜).

Magari ogni tanto dovremmo cercare di riscoprire il bello di condividere il cibo, di mangiare insieme, in semplicità, proprio come una bella fetta di anguria… perché ricordatevi che l’anguria è SOCIAL!!! 

0
Share

Il piatto che più di tutti rappresenta l’estate? Secondo me è sicuramente il gazpacho!

Sarà che è fresco e gustoso, sarà che ci vuole pochissimo tempo per prepararlo e si può fare anche in anticipo, sarà che adoro i sapori della Spagna… semplicemente lo adoro!

Ce ne sono di mille tipi, da quello tradizionale alle versioni più originali, spesso anche senza pomodoro.

Io qui vi voglio proporre una ricetta che ho scoperto alla scuola di cucina Cook & Taste di Barcellona e che ho poi sperimentato a casa più volte, adattandola al mio gusto. La base è quella tradizionale, ma con un tocco diverso e originale…

Dosi per 4 persone

  • 400 gr. di pomodori rossi ben maturi
  • 200 gr. di anguria
  • 1 cetriolo
  • 1/2 peperone giallo
  • 1/2 cipollotto fresco
  • 20 gr. pane raffermo
  • sale, pepe
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di aceto
  • qualche goccia di tabasco

Avete capito qual è l’ingrediente segreto?… Esatto! L’anguria che con la sua dolcezza equilibra l’acidità del pomodoro rendendo il gazpacho irresistibile!

Il procedimento è molto semplice: tagliate a pezzettoni i vari ingredienti e riuniteli in una ciotola, condite il tutto e coprite con pellicola. Lasciate macerare in frigo per almeno un’oretta (meglio ancora se riuscite a lasciarlo macerare per tutta la notte). Frullate il tutto e il vostro gazpacho è pronto.

Per un risultato più fine potete passare il composto ad un colino anche se, vi dico la verità, a me piace il gazpacho con la sua tipica consistenza corposa, data anche dal l’aggiunta del pane.

Servitelo in delle coppette, guarnite con crostini di pane croccante e cubetti di cetriolo e peperone e poi terminate il tutto con un filo d’olio.

Ricordatevi in ogni caso di servire il gazpacho ben freddo!

Ora che avete imparato a fare il gazpacho, sperimentate e create tante nuove zuppe fredde per la vostra estate! 😊

 

 

0
Share

A casa mia il pomodoro è l’unico ingrediente (insieme alla pasta ;)) che non manca davvero MAI!

A maggior ragione d’estate quando la natura ci offre dei bellissimi pomodori rossi, succosi e dolcissimi.

E il loro bello è che ci permettono di realizzare tantissime fresche ricette adatte alle giornate più calde, per una cena in terrazza o anche, perché no, uno spuntino in spiaggia.

Partiamo con una ricetta molto semplice tipica dell’Italia centrale e in particolare della Toscana: la panzanella!

Una regola fondamentale in cucina: più la ricetta è semplice e breve la sua lista ingredienti, più dovremo prestare attenzione all’assoluta qualità di ciò che utilizziamo. La panzanella ha veramente pochissimi ingredienti, che potremmo definire in un certo senso “poveri”:

  • pane raffermo
  • pomodoro maturo
  • cipolla rossa
  • basilico
  • aceto, sale e olio extra vergine di oliva

Quindi per una fantastica panzanella servirà un grande olio, pomodori ben maturi, una cipolla rossa (meglio se di Tropea) e del buon pane raffermo. La tradizione vuole che si usi il pane sciocco toscano, ma io qui vi voglio proporre un’alternativa che ho sperimentato un po’ di anni fa, per utilizzare delle FRISELLE che avevo in casa.

Le friselle sono una sorta di ciambella di grano duro tipica pugliese che viene biscottata in forno per donarle la sua caratteristica croccantezza. Tranquilli se non abitate in Puglia, ormai si trovano in tutti i supermercati e non è male tenerne un pacchetto a casa perché sono molto versatili.

Come vedete non ci sono dosi, perché la panzanella va fatta così, a occhio, secondo il vostro gusto. C’è chi la ama più ricca di pane, chi con tanti pomodori, chi ancora con appena un accenno di cipolla… cercate solo di non lesinare con l’olio perché una panzanella che si rispetti ne richiede in abbondanza!

Allora partiamo con la nostra panzanella:

Iniziamo immergendo per alcuni secondi le friselle nell’acqua fino a che non si sono ammorbidite leggermente, poi spezzettiamole grossolanamente con le mani in una ciotola.

A questo punto aggiungiamo i pomodori a pezzi con tutta la loro acqua di vegetazione e saliamo leggermente per aiutare i pomodori a rilasciare ancora un po’ di liquido.

Nel frattempo affettiamo sottilmente la cipolla (io ho usato dei cipollotti freschi di Tropea) e mettiamola a bagno in una soluzione di acqua e aceto per farle perdere un po’ della sua intensità. Più la lascerete a bagno meno intenso sarà il suo sapore.

Ora non resta che aggiungerla al composto e condire con tanto basilico, abbondante olio e un cucchiaino di aceto, giusto per aggiungere una piccola nota acida.

Lasciate riposare la panzella in frigo per almeno un paio d’ore in modo che il pane assorba bene il sapore del pomodoro…e se avanza? Il giorno dopo e’ ancora più buona!  😋

Se usate il pane raffermo il procedimento e’ lo stesso, magari evitate il passaggio nell’acqua se il pane non è troppo duro.

Questa è la ricetta base, ma potete arricchirla in mille modi: io adoro aggiungere del sedano, ma anche il cetriolo ci sta benissimo… potete sostituire il basilico con la maggiorana o il timo freschi o ancora arricchirla con olive Taggiasche e tonno… via libera alla vostra fantasia!

0
Share

“Che stress dover cucinare tutti i giorni”, “Non mi piace proprio cucinare”, “sono un disastro in cucina”, ” io odio cucinare”… quante volte mi sono sentita ripetere queste frasi.

Cucinare tutti i giorni, tre volte al giorno, magari per una famiglia numerosa, può diventare stressante, lo capisco. Anche io alcune volte non ho proprio voglia di mettermi ai fornelli e così finisco per smangiucchiare qualcosa qua e là.

Ma proviamo a cambiare prospettiva, stacchiamoci dall’idea del cucinare come dovere quotidiano e proviamo a pensare la cucina come una qualsiasi attività ricreativa con cui distrarsi per un paio d’ore, divertirsi ed esprimere se stessi.

Non è necessario dedicarsi a ricette complesse, scegliete qualcosa alla vostra portata che vi permetta di cucinare serenamente, avrete poi tutto il tempo per aumentare il livello di difficolta, se ne avrete voglia.

Anche questo è il bello della cucina, ci sono ricette adatte a tutti, dai principianti, a chi vuole cucinare con i bambini, fino a chi si sente uno chef provetto. Per chi vuole dedicare una giornata intera ai fornelli, ma anche per chi ha solo una mezz’oretta di tempo. E poi pensate un po’, nella nostra cucina possiamo permetterci di sbagliare 😉, ricominciare da capo se ne abbiamo voglia o aggiustare in modo creativo un errore, non deve essere tutto perfetto!

Tutti noi abbiamo bisogno di esprimerci, aggiungere qualcosa di creativo alla nostra routine quotidiana, se dipingere o suonare uno strumento sono idee molto belle, ma spesso non alla portata di tutti, la cucina invece è lì, una in ogni casa, sempre aperta, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

L’idea di mycookingtherapy è proprio questa, rendere la cucina un’attività alla portata di tutti, a cui possiamo ricorrere facilmente per scaricare lo stress accumulato durante la giornata o distrarci da qualche preoccupqzione.

Non sottovalutate la soddisfazione che può darvi partire da una serie di semplici ingredienti e alla fine ottenere un piatto finito, qualcosa che prima non c’era, che avete creato voi con le vostre mani.

E sono sicura che piano piano riuscirete a trasmettere questa positività anche nella cucina di tutti i giorni! 😉

 

0
Share

Come promesso ecco la prima ricetta della nuova rubrica!

Iniziamo alla grande il mese di agosto con dei crostini al salmone freschi e sfiziosi, perfetti per i vostri aperitivi, e soprattutto molto semplici e veloci da fare.

Io li preparo molto spesso soprattutto d’estate, perfetti anche per un pranzo veloce senza bisogno di accendere i fornelli. Unico problema: uno tira l’altro!

 

Ingredienti per circa 15 crostini

  • 15 crostini croccanti
  • 150 gr di salmone affumicato
  • 80 gr di formaggio fresco  (usate il caprino per un gusto più intenso o la ricotta per esaltare il sapore del salmone)
  • 1 mazzetto di erba cipollina
  • 1 limone non trattato (useremo solo la buccia)
  • pepe rosa in bacche

In una ciotola lavorate con una forchetta il formaggio, l’erba cipollina tritata (usate una forbice per tagliarla finemente), la buccia di limone (solo la parte gialla mi raccomando!) e il pepe rosa leggermente schiacciato (potete schiacciare le bacche di pepe con la lama larga di un coltello oppure usare un piccolo mortaio o ancora avvolgere le bacche con della carta forno e schiacciarle con il batticarne o il mattarello).

Tagliate il salmone a striscioline e arrotolatele intorno al dito indice in modo da formare delle piccole rose. Spalmate la crema sui crostini, aggiungete il salmone e decorate con un po’ di buccia di limone e qualche filetto di erba cipollina. 

Ora manca solo un ottimo prosecco ghiacciato e il vostro aperitivo per festeggiare il primo agosto è pronto!

 

 

0
Share