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[…] Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. […] All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio….”

(Marcel Proust, Dalla parte di Swann)

Vi capita mai che un cibo vi faccia affiorare un ricordo in maniera così forte da rimanere impresso nella mente, un pensiero che faccia venire voglia di chiudere gli occhi e farvi trasportare completamente da quel sapore e da quel profumo come se la sensazione che provate sotto i denti vi potesse portare realmente in quel ricordo.

A me capita in continuazione, soprattutto d’estate, come quando l’altro giorno stavo mangiando dell’anguria fresca per trovare un po’ di sollievo da questo caldo.

Mi sono ricordata improvvisamente delle sere d’estate della mia infanzia, quando ci si riuniva tutti nella casa di campagna di mio zio per cenare in compagnia. Noi bambini aspettavamo sempre con entusiasmo il momento in cui ci si spostava in giardino per il taglio dell’anguria… o meglio del cocomero (come lo abbiamo sempre chiamato a casa mia 😉).

Si mangiava tutti insieme, con le mani, addentando la fetta senza remore, senza la preoccupazione di sporcarsi, un vero momento di relax per tutti, anche per chi aveva cucinato, apparecchiato, sparecchiato… con l’anguria tutti si sedevano e si rilassavano.

Si potrebbe dire che la fetta di anguria aveva un potente effetto social!

Forse oggi abbiamo un po’ perso quello spirito di semplicità, presi dalla ricerca di sempre nuove ricette, nuovi modi di sorprendere, elaborando e rielaborando tutti i cibi (eccomi qua, sono la prima colpevole! 😜).

Magari ogni tanto dovremmo cercare di riscoprire il bello di condividere il cibo, di mangiare insieme, in semplicità, proprio come una bella fetta di anguria… perché ricordatevi che l’anguria è SOCIAL!!! 

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Il piatto che più di tutti rappresenta l’estate? Secondo me è sicuramente il gazpacho!

Sarà che è fresco e gustoso, sarà che ci vuole pochissimo tempo per prepararlo e si può fare anche in anticipo, sarà che adoro i sapori della Spagna… semplicemente lo adoro!

Ce ne sono di mille tipi, da quello tradizionale alle versioni più originali, spesso anche senza pomodoro.

Io qui vi voglio proporre una ricetta che ho scoperto alla scuola di cucina Cook & Taste di Barcellona e che ho poi sperimentato a casa più volte, adattandola al mio gusto. La base è quella tradizionale, ma con un tocco diverso e originale…

Dosi per 4 persone

  • 400 gr. di pomodori rossi ben maturi
  • 200 gr. di anguria
  • 1 cetriolo
  • 1/2 peperone giallo
  • 1/2 cipollotto fresco
  • 20 gr. pane raffermo
  • sale, pepe
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaio di aceto
  • qualche goccia di tabasco

Avete capito qual è l’ingrediente segreto?… Esatto! L’anguria che con la sua dolcezza equilibra l’acidità del pomodoro rendendo il gazpacho irresistibile!

Il procedimento è molto semplice: tagliate a pezzettoni i vari ingredienti e riuniteli in una ciotola, condite il tutto e coprite con pellicola. Lasciate macerare in frigo per almeno un’oretta (meglio ancora se riuscite a lasciarlo macerare per tutta la notte). Frullate il tutto e il vostro gazpacho è pronto.

Per un risultato più fine potete passare il composto ad un colino anche se, vi dico la verità, a me piace il gazpacho con la sua tipica consistenza corposa, data anche dal l’aggiunta del pane.

Servitelo in delle coppette, guarnite con crostini di pane croccante e cubetti di cetriolo e peperone e poi terminate il tutto con un filo d’olio.

Ricordatevi in ogni caso di servire il gazpacho ben freddo!

Ora che avete imparato a fare il gazpacho, sperimentate e create tante nuove zuppe fredde per la vostra estate! 😊

 

 

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A casa mia il pomodoro è l’unico ingrediente (insieme alla pasta ;)) che non manca davvero MAI!

A maggior ragione d’estate quando la natura ci offre dei bellissimi pomodori rossi, succosi e dolcissimi.

E il loro bello è che ci permettono di realizzare tantissime fresche ricette adatte alle giornate più calde, per una cena in terrazza o anche, perché no, uno spuntino in spiaggia.

Partiamo con una ricetta molto semplice tipica dell’Italia centrale e in particolare della Toscana: la panzanella!

Una regola fondamentale in cucina: più la ricetta è semplice e breve la sua lista ingredienti, più dovremo prestare attenzione all’assoluta qualità di ciò che utilizziamo. La panzanella ha veramente pochissimi ingredienti, che potremmo definire in un certo senso “poveri”:

  • pane raffermo
  • pomodoro maturo
  • cipolla rossa
  • basilico
  • aceto, sale e olio extra vergine di oliva

Quindi per una fantastica panzanella servirà un grande olio, pomodori ben maturi, una cipolla rossa (meglio se di Tropea) e del buon pane raffermo. La tradizione vuole che si usi il pane sciocco toscano, ma io qui vi voglio proporre un’alternativa che ho sperimentato un po’ di anni fa, per utilizzare delle FRISELLE che avevo in casa.

Le friselle sono una sorta di ciambella di grano duro tipica pugliese che viene biscottata in forno per donarle la sua caratteristica croccantezza. Tranquilli se non abitate in Puglia, ormai si trovano in tutti i supermercati e non è male tenerne un pacchetto a casa perché sono molto versatili.

Come vedete non ci sono dosi, perché la panzanella va fatta così, a occhio, secondo il vostro gusto. C’è chi la ama più ricca di pane, chi con tanti pomodori, chi ancora con appena un accenno di cipolla… cercate solo di non lesinare con l’olio perché una panzanella che si rispetti ne richiede in abbondanza!

Allora partiamo con la nostra panzanella:

Iniziamo immergendo per alcuni secondi le friselle nell’acqua fino a che non si sono ammorbidite leggermente, poi spezzettiamole grossolanamente con le mani in una ciotola.

A questo punto aggiungiamo i pomodori a pezzi con tutta la loro acqua di vegetazione e saliamo leggermente per aiutare i pomodori a rilasciare ancora un po’ di liquido.

Nel frattempo affettiamo sottilmente la cipolla (io ho usato dei cipollotti freschi di Tropea) e mettiamola a bagno in una soluzione di acqua e aceto per farle perdere un po’ della sua intensità. Più la lascerete a bagno meno intenso sarà il suo sapore.

Ora non resta che aggiungerla al composto e condire con tanto basilico, abbondante olio e un cucchiaino di aceto, giusto per aggiungere una piccola nota acida.

Lasciate riposare la panzella in frigo per almeno un paio d’ore in modo che il pane assorba bene il sapore del pomodoro…e se avanza? Il giorno dopo e’ ancora più buona!  😋

Se usate il pane raffermo il procedimento e’ lo stesso, magari evitate il passaggio nell’acqua se il pane non è troppo duro.

Questa è la ricetta base, ma potete arricchirla in mille modi: io adoro aggiungere del sedano, ma anche il cetriolo ci sta benissimo… potete sostituire il basilico con la maggiorana o il timo freschi o ancora arricchirla con olive Taggiasche e tonno… via libera alla vostra fantasia!

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“Che stress dover cucinare tutti i giorni”, “Non mi piace proprio cucinare”, “sono un disastro in cucina”, ” io odio cucinare”… quante volte mi sono sentita ripetere queste frasi.

Cucinare tutti i giorni, tre volte al giorno, magari per una famiglia numerosa, può diventare stressante, lo capisco. Anche io alcune volte non ho proprio voglia di mettermi ai fornelli e così finisco per smangiucchiare qualcosa qua e là.

Ma proviamo a cambiare prospettiva, stacchiamoci dall’idea del cucinare come dovere quotidiano e proviamo a pensare la cucina come una qualsiasi attività ricreativa con cui distrarsi per un paio d’ore, divertirsi ed esprimere se stessi.

Non è necessario dedicarsi a ricette complesse, scegliete qualcosa alla vostra portata che vi permetta di cucinare serenamente, avrete poi tutto il tempo per aumentare il livello di difficolta, se ne avrete voglia.

Anche questo è il bello della cucina, ci sono ricette adatte a tutti, dai principianti, a chi vuole cucinare con i bambini, fino a chi si sente uno chef provetto. Per chi vuole dedicare una giornata intera ai fornelli, ma anche per chi ha solo una mezz’oretta di tempo. E poi pensate un po’, nella nostra cucina possiamo permetterci di sbagliare 😉, ricominciare da capo se ne abbiamo voglia o aggiustare in modo creativo un errore, non deve essere tutto perfetto!

Tutti noi abbiamo bisogno di esprimerci, aggiungere qualcosa di creativo alla nostra routine quotidiana, se dipingere o suonare uno strumento sono idee molto belle, ma spesso non alla portata di tutti, la cucina invece è lì, una in ogni casa, sempre aperta, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

L’idea di mycookingtherapy è proprio questa, rendere la cucina un’attività alla portata di tutti, a cui possiamo ricorrere facilmente per scaricare lo stress accumulato durante la giornata o distrarci da qualche preoccupqzione.

Non sottovalutate la soddisfazione che può darvi partire da una serie di semplici ingredienti e alla fine ottenere un piatto finito, qualcosa che prima non c’era, che avete creato voi con le vostre mani.

E sono sicura che piano piano riuscirete a trasmettere questa positività anche nella cucina di tutti i giorni! 😉

 

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Come promesso ecco la prima ricetta della nuova rubrica!

Iniziamo alla grande il mese di agosto con dei crostini al salmone freschi e sfiziosi, perfetti per i vostri aperitivi, e soprattutto molto semplici e veloci da fare.

Io li preparo molto spesso soprattutto d’estate, perfetti anche per un pranzo veloce senza bisogno di accendere i fornelli. Unico problema: uno tira l’altro!

 

Ingredienti per circa 15 crostini

  • 15 crostini croccanti
  • 150 gr di salmone affumicato
  • 80 gr di formaggio fresco  (usate il caprino per un gusto più intenso o la ricotta per esaltare il sapore del salmone)
  • 1 mazzetto di erba cipollina
  • 1 limone non trattato (useremo solo la buccia)
  • pepe rosa in bacche

In una ciotola lavorate con una forchetta il formaggio, l’erba cipollina tritata (usate una forbice per tagliarla finemente), la buccia di limone (solo la parte gialla mi raccomando!) e il pepe rosa leggermente schiacciato (potete schiacciare le bacche di pepe con la lama larga di un coltello oppure usare un piccolo mortaio o ancora avvolgere le bacche con della carta forno e schiacciarle con il batticarne o il mattarello).

Tagliate il salmone a striscioline e arrotolatele intorno al dito indice in modo da formare delle piccole rose. Spalmate la crema sui crostini, aggiungete il salmone e decorate con un po’ di buccia di limone e qualche filetto di erba cipollina. 

Ora manca solo un ottimo prosecco ghiacciato e il vostro aperitivo per festeggiare il primo agosto è pronto!

 

 

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È vero, il motto di mycookingtherapy è “non solo ricette”… leggendo i miei post ormai lo avrete capito, mi piace parlare di cucina sotto tanti aspetti diversi!

Ultimamente però ho ricevuto parecchie richieste di spunti e ricette e la voglia di condividere i miei esperimenti in cucina è tanta…

Quindi mi sono detta, perché no?! 

So, let’s cook! Partiamo con questa nuova sezione del blog in cui pubblicherò le mie ricette preferite con le indicazioni su come realizzarle e magari qualche trucchetto da chef 😉

Non vi spaventate se non sempre troverete le dosi esatte per ogni ingrediente, perché credo…anzi sono convinta, che in cucina si debba seguire anche un po’ l’istinto, provare, sperimentare e piano piano allenare il proprio gusto. Fidatevi di me, sarà molto più divertente!

Ora tutti ai fornelli! A prestissimo con la prima ricetta! 😊

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Come vi avevo promesso ecco qualche semplice trucchetto per mantenere vivo e brillante il colore delle vostre verdure cotte e preparare così dei piattini sani ancora più invitanti!

Spesso a casa quando si preparano le verdure bollite, si lasciano cuocere a lungo nell’acqua e poi si scolano e si lasciano raffreddare lentamente. Vi suona familiare?

Tranquilli siete in buona compagnia, quasi tutti fanno così 😜 In realtà però questo modo di procedere ha una serie di svantaggi. Per prima cosa una cottura troppo prolungata in acqua fa perdere ai vegetali troppe sostanze nutritive rendendo la loro consistenza molliccia. Avremo così nel piatto delle verdure dal colore spento che tendono a sfaldarsi… direi non molto invitanti, soprattutto per i bambini 😕

La soluzione in realtà è semplice:

Partiamo dalla cottura. Accorciamo un po’ i tempi, prendiamo spunto dalla pasta e scegliamo una cottura al dente! Il buono delle verdure sta anche nella loro consistenza un po’ croccante che stimola il palato, come per esempio avviene nella cottura saltata al wok!

Per una buona cottura omogenea è molto importante tagliare le verdure in pezzi più regolari possibile in modo che si cucinino tutti allo stesso modo.

Ogni verdura richiede tempi leggermente diversi, affidatevi al vostro gusto e assaggiate sempre, oppure fate la “prova forchetta”: provate a infilzare un pezzo di verdura con una forchetta o la lama di un coltello, se entra facilmente con una leggera pressione, ci siamo!

Colore sempre brillante! Se preparate delle verdure bollite che non vengono servite immediatamente, un semplice trucchetto per mantenere il colore è quello di farle raffreddare velocemente immerse in acqua e ghiaccio. In questo modo la cottura si blocca e i colori si fissano.

Il ghiaccio ha un’importanza fondamentale in cucina! Consideratelo come un ingrediente di base vero e proprio che non deve mai mancare. Oltre che per raffreddare le verdure cotte, funziona benissimo anche con quelle crude. Se state preparando un pinzimonio, man mano che tagliate carote, sedano e finocchi, immergeteli in acqua e ghiaccio per mantenere i colori brillanti e una consistenza fresca e croccante!

Aggiungetene qualche cubetto anche nel frullatore per preparare frullati e succhi di frutta e verdura dal colore sempre invitante, ma anche per un pesto verde brillante e non ossidato.

Cosa significa “sbianchire” le verdure?

Anche le verdure in padella spesso perdono colore e consistenza rendendo i contorni poco invitanti.

Nelle cucine dei ristoranti si fa spesso la “sbianchitura” che consiste semplicemente nell’immergere le verdure crude per alcuni decine di secondi in acqua bollente salata per poi raffreddarle in acqua e ghiaccio.

Una sorta di cottura preliminare che ci permette non solo di fissare il colore, ma anche di preparare in anticipo la ricetta per poi finirla più velocemente in padella insaporendo le nostre verdure come più ci piace, anche semplicemente lucidate con un filo d’olio extra vergine.

La sbianchitura è utilissima anche per togliere la pelle ai pomodori: lasciate bollire per 20 secondi, raffreddate e il gioco è fatto!

E infine una spruzzata di limone: Il limone è un perfetto antiossidante da spruzzare sulla frutta tagliata o sull’avocado per non farli annerire! Man mano che pulite i carciofi, conservateli in una ciotola piena d’acqua con mezzo limone spremuto dentro, li aiuterà a non annerire.

Ora siete pronti per un menù a tutto colore!!!

 

 

 

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Sembra ieri che pubblicavo il mio primo articolo sul blog, con mille dubbi e incertezze. Era partito tutto come un gioco e invece dopo un anno eccoci ancora qua.

Caro mycookingtherapy mi hai dato la possibilità di esprimere una parte di me che forse ancora non conoscevo bene, attraverso il piacere di scrivere e raccontare quello che amo di più: la cucina.

Una cucina però fatta non solo di ricette, ma di storie, di persone, di chi attraverso la cucina ha cambiato vita, di chi nella cucina ha trovato qualcosa o si è ritrovato.

Oggi compi un anno, sei ancora piccolino e hai bisogno di crescere, ma giorno dopo giorno, post dopo post, continueremo a farlo!

Grazie mycookingtherapy!

 

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Oggi si inaugura una nuova sezione di mycookingtherapy, tutta dedicata ai bambini! Con tanti spunti su come preparare piatti adatti al loro gusto, idee e suggerimenti per farli mangiare un po’ di tutto (…comprese le verdure!), ma  soprattutto una cookingtherapy speciale per coinvolgerli in cucina!

Ma partiamo subito con il primo articolo, per capire che cosa influenza i bambini quando si trovano davanti a un piatto!

Spesso i bambini proprio non ne vogliono sapere di mangiare quello che hanno nel piatto e così noi adulti insistiamo, ci agitiamo, ci arrabbiamo, ma poi finiamo per arrenderci. Ma cosa si potrebbe fare per attrarli maggiormente e convincerli a mangiare anche quella verdura di cui proprio non ne vogliono sapere?

Uno studio del 2011 della Cornell University si è occupato proprio di questo, indagando cosa attrae visivamente i bambini e che tipo di presentazione del cibo può influenzare le loro scelte.

23 bambini (pre-adolescenti) e 46 adulti sono stati messi di fronte a una serie di foto con diverse combinazioni di cibi che variavano secondo il numero di alimenti, il loro posizionamento nel piatto, i colori, l’organizzazione, ecc…. per testare le loro preferenze.

Proprio come noi adulti, anche i bambini mangiano prima con gli occhi, ma a differenza nostra che siamo attratti da portate con al massimo tre colori, amano ancora di più la varietà quindi piatti con tanti elementi e almeno 6 colori diversi! Secondo gli autori questa preferenza per la diversità rappresenta un punto fondamentale che può aprire nuove opportunità per favorire una dieta più variata dal punto di vista nutrizionale.

Per stimolare ancora di più la loro attenzione si può poi posizionare il cibo nella parte anteriore del piatto, quella di fronte a loro, meglio ancora se si riesce a creare delle semplici raffigurazioni come un sorriso o la forma di un cuore.

Secondo Brian Wansink, professore di marketing alla Cornell Dyson School di Economia Applicata e Management, questo studio mostra come ci sia la possibilità di rendere più attraenti anche i cibi meno amati dai bambini.

Quindi stasera a cena, via libera a colore e creatività!

 

Se non sapete da dove cominciare, provate con le formine taglia biscotti (ce n’è almeno una in ogni casa :)) per dare una forma diversa al pane, al prosciutto o ad una fetta di formaggio. Se non sono fatte di plastica potete anche usarle come stampino per cuocere le uova o ancora più semplicemente per impiattare alimenti più morbidi come la ricotta o del purè!

Per mantenere vivi e brillanti i colori, soprattutto delle verdure cotte, c’è da fare un po’ di attenzione in cottura. Non preoccupatevi, nel prossimo articolo vi darò qualche semplice suggerimento per mettere nel piatto  verdure sempre coloratissime e invitanti!

 

 

 

 

 

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Un paio di settimane fa ho deciso che era giunto il momento di rispolverare il mio inglese e mi sono iscritta a un corso. Ovviamente anche le mie sperimentazioni in cucina hanno iniziato ad orientarsi su un gusto più British… quindi via libera a pancakes, brownies, apple pie, cookies, fish&chips…e così ho pensato: perché non trovare un metodo per cucinare e allo stesso tempo studiare l’inglese…. o qualsiasi altra lingua straniera!

Ecco un po’ di idee che mi sono venute in mente:

Scaricate da internet una ricetta in inglese, meglio ancora se tipica (così sarà ancora più facile immergersi nell’atmosfera 😉) e prima di mettervi ai fornelli cercate di tradurre i vari passaggi e individuate le parole nuove che ancora non conoscevat (io utilizzo wordreference.com come dizionario online). Mentre cucinate cercate di ripetere a voce alta i nomi degli ingredienti man mano che li utilizzate e cercate di spiegare il procedimento, come se steste cucinando davanti a qualcuno. Un po’ come fanno gli Chef in TV! 😬 Mi raccomando partite con ricette semplici perché usando un’altra lingua lo sforzo sarà maggiore!

Il web è pieno zeppo di video ricette in inglese. Io adoro i video Food Tube di Jamie Oliver, danno degli ottimi spunti in cucina e allo stesso tempo vi permette di allenare la comprensione e migliorare la pronuncia.

Se invece volete fare pratica conversando con qualcuno, chiedete a un amico/a di aiutarvi a cucinare e sforzatevi di parlare solo in inglese. Poi godetevi la cena, magari davanti ad un bel film in lingua originale.

Nessuna idea per il week end?… Organizzate un brunch o un happy hour a casa vostra a tema. Unica regola: si parla solo inglese!

Se volete coinvolgere i vostri bambini, scegliete una ricetta semplice e prima di iniziare a cucinare preparate insieme a loro dei cartellini colorati con i nomi in inglese degli ingredienti che userete. Per esempio si presta molto bene a questo gioco una macedonia coloratissima con tanta frutta diversa. Sarà una merenda fresca, divertente e molto istruttiva!

 

Sul web ho trovato un paio di indirizzi davvero molto utili, provate a dare un’occhiata qui:

Mmmenglish è un video corso di inglese davvero molto carino, le video lezioni prendono spunto da temi food per approfondire argomenti di grammatica, espressioni, modi di dire e vocabolario.

Se siete dei tradizionalisti e non volete rinunciare al classico libro di ricette da poter sfogliare, sottolineare e riempire di post it QUI troverete di sicuro quello che fa per voi!

So let’s start your English Cooking Therapy!

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