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Ci eravamo lasciati al Borough Market… Beh visto che non ho incontrato Jamie Oliver mentre facevo la spesa, ho deciso di andare a cercarlo nella sua scuola “The Jamie Oliver Cookery School”.

Sono quasi alla fine del mio viaggio a Londra e per concludere alla grande ho deciso di sperimentare una cooking therapy in perfetto stile londinese. D’altra parte ormai sono troppi giorni che non cucino e quindi mi prenoto per il corso di cucina giapponese “A taste of Japan”.

La scuola si trova all’interno del Jamie’s Italian Restaurant al Westfield Shopping Center. All’ingresso vengo subito accolta da un ragazzo del team di Jamie (che scoprirò poi essere italiano), che mi spiega come si svolgerà il corso e mi consegna il mio grembiule. Sarà lui oggi a tenere la lezione. L’ambiente è giovane e accogliente e la cucina è già allestita con le varie attrezzature e gli ingredienti. Si lavora in coppia, ogni gruppo ha la sua postazione per replicare i gesti dello chef e così memorizzare meglio i passaggi.

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La scuola si trova all’interno del Jamie’s Italian Restaurant al Westfield Shopping Center. All’ingresso vengo subito accolta da un ragazzo del team di Jamie (che scoprirò poi essere italiano), che mi spiega come si svolgerà il corso e mi consegna il mio grembiule. Sarà lui oggi a tenere la lezione. L’ambiente è giovane e accogliente e la cucina è già allestita con le varie attrezzature e gli ingredienti. Si lavora in coppia, ogni gruppo ha la sua postazione per replicare i gesti dello chef e così memorizzare meglio i passaggi.

 

 

 

Lo stile di Jamie è ben riconoscibile nelle spiegazioni del nostro chef, tutto è delicius, fresh, lovely…

La cosa mi fa quasi sorridere, ma poi vedo le espressioni dei miei compagni di corso e mi rendo conto che questa scelta attenta delle parole contribuisce molto a creare una bella atmosfera e a coinvolgerci.

Cosi oltre ad aver imparato a fare la salsa Teriyaki, ho preso coscienza che anche in cucina le parole sono molto importanti e hanno un ruolo fondamentale nel definire il nostro approccio alle materie prime e a come le trattiamo. Grazie Jamie per questo nuovo spunto di cooking therapy!

 

Ecco qui la ricetta del pollo Teriyaki e la foto del nostro risultato finale!

 

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Sono sempre in giro per Londra e questa mattina andiamo a fare la spesa in uno dei mercati più famosi della città, il Borough Market.

imageimageForse non vi ho ancora detto che una delle cose più belle e divertenti quando si inizia a cucinare è proprio andare in giro a ricercare le materie prime migliori. I mercati delle città sono un’esplosione di colori, profumi e suoni. Camminando tra i banchi, impariamo la provenienza, le caratteristiche e la stagionalità dei prodotti. Possiamo chiacchierare con i venditori, chiedere informazioni e consigli e spesso anche assaggiare prima di acquistare.

Borough Market è uno dei mercati più antichi di Londra, dove probabilmente anche William Shakespeare e Charles Dickens hanno passeggiato tra i banchi e dove oggi si può comprare, mangiare e fare corsi di cucina.

 

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L’atmosfera è sempre molto viva e frizzante, si passa dalle bancarelle dei formaggi al pane, dai fiori alle spezie (di cui ho fatto scorta), oltre ovviamente a frutta e verdura. E quando si è stanchi e soprattutto affamati, basta scegliere uno dei tanti street food e gustarsi il pranzo su una delle panchine del Market Hall.

 

 

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Io ho assaggiato un delizioso Scotch Egg (cioè una sfera di polpettone con all’interno un uovo sodo, il tutto panato e fritto… si insomma una cosa leggera :)) con patate dolci fritte e insalatina.

 

 

 

 

Per rimanere in tema, come CookingTherapy di questa settimana io vi consiglio un bel giretto nel vostro mercato locale. Non pensate a nessuna ricetta, andate e lasciatevi ispirare da quello che trovate!

Io invece continuo a girare, chissà che non incontri Jamie Oliver che fa la spesa… Ma questa è tutta un’altra storia 😉

 

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Oggi Mycookingtherapy vi scrive direttamente da London City!

Perché la cooking therapy non va mai in vacanza, anzi quale migliore occasione di un viaggio a Londra per trovare nuovi spunti sul mondo della cucina e del cibo.

Per quello che riguarda la mia esperienza fino ad ora, viaggiare e conoscere nuovi posti passa inevitabilmente attraverso la scoperta di nuovi piatti e magari nuovi sapori. Provare la cucina locale è sempre stato per me il modo più naturale e diretto di entrare in contatto con un nuovo luogo o una diversa cultura e sicuramente Londra, forse più di altre città, offre la possibilità di sperimentare moltissimo.
Cucina indiana, giapponese, thai, marocchina, libanese, greca, coreana, messicana… La lista è praticamente infinita e va dai ristoranti classici, ai locali small & buzzy (che potremmo tradurre come piccolo e frizzante, sicuramente la mia categoria preferita) allo street food (anzi no, questa è in assoluto la mia categoria preferita! 😜)
Ma partiamo con ordine. Per prima cosa ci servono dei nuovi libri di cucina da riportare a casa come speciale souvenir 😁
Destinazione: Books For Cooks – 4 Blenheim Cres, Notting Hill, London W11 1NN

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Questo piccolo e accogliente gioiellino di Notting Hill è specializzato in libri di cucina.
Si, avete capito bene, solo libri di cucina o che hanno a che fare con la cucina e il cibo.
Davvero unica nel suo genere, con il suo angolo Test Kitchen dove ogni giorno vengono testate nuove ricette e servite ai tavoli sistemati tra gli scaffali, per un pranzo diverso dal solito. Purtroppo io non posso fermarmi, la prossima tappa mi aspetta. Quindi vado alla cassa e poi via!

Ah… che libri ho comprato?
Vediamo… Ne riparliamo una volta a casa! 😉

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Articolo settimanale F

Oggi mi sono trovata a sfogliare un numero di giugno della rivista “F” e ho trovato un articolo veramente molto carino e interessante sul rapporto con il cibo e le diete (probabilmente in vista della tanto temuta prova costume 😱).
L’argomento prende spunto dal libro SuperCibo (http://www.ibs.it/code/9788820056742/chopra-deepak/super-cibo-combatti.html) scritto dal medico indiano Deepak Chopra che spiega quali sono le ragioni che spesso ci portano a sfogare i nostri stress emotivi sul cibo, magari abbuffandoci di schifezze. Ma soprattutto indica un percorso per ritrovare un equilibrio corpo – mente senza rinunciare alle gioie della tavola.

Il libro non l’ho ancora letto, ma prometto che appena lo farò aggiungerò un articolo nella sezione “il libro nel piatto” 😉

Comunque per ora mi piaceva riportare la parte dell’articolo che mi è piaciuta di più e cioè i suggerimenti per inserire nella quotidianità delle piccole novità positive e sconfiggere l’impulso ad abbuffarsi!

p.s. Non ho resistito ad aggiungere anche qualche tips firmato mycookingtherapy…

Lunedì trasforma il passivo in attivo
Se hai l’abitudine di consumare i pasti davanti al computer o alla tv, crea una nuova abitudine più attiva come fare una breve passeggiata dopo pranzo o dopo cena.

mycookingtherapy – anche scegliere di mettersi ai fornelli invece che comprare una cena take-away, una sera a settimana, può essere un’ottima nuova abitudine!

Martedì trasforma lo spento in acceso
Oggi inseriamo un po’ di brio con un tocco di colore o di peperoncino nel piatto.

mycookingtherapy – provate con lo zenzero! 

Mercoledì trasforma la routine in sorpresa
Oggi combatti la routine provando un nuovo ristorante o un nuovo supermercato.

mycookingtherapy – potrebbe essere l’occasione buona per alzarsi presto e fare un giro al mercato della vostra città.

Giovedì trasforma il vecchio in nuovo
Oggi fai piazza pulita del cibo stantio in frigo e sostituiscilo con frutta e verdure fresche.

mycookingtherapy – il bicarbonato è ottimo per pulire il frigo e non dimenticatevi di metterne sempre una ciotolina al suo interno per assorbire gli odori!

Venerdì trasforma il pessimismo in ottimismo
Pensa con fiducia alle tue nuove scelte alimentari e a tutte le nuove possibilità e benessere che ti porteranno.

Sabato trasforma il dovere in ricreazione
Coltiva un piccolo orto sul terrazzo o compra un nuovo attrezzo per la tua cucina. Alzati presto per fare colazione con lo spettacolo dell’alba oppure concediti un aperitivo davanti al tramonto.

mycookingtherapy – io ho provato l’esperienza di fare colazione in spiaggia in riva al mare la mattina presto, dopo aver fatto un po’ di jogging… Nonostante l’alzataccia devo dire che mi ha dato un’energia incredibile per tutta la giornata.

Domenica trasforma l’ordinario in ispirazione
Un giorno alla settimana deve essere straordinario, quindi oggi subito prima dei pasti fai una qualunque cosa che ti faccia sentire veramente bene. Per esempio ascolta la tua musica preferita, leggi un libro che ti piace o vai a vedere una mostra.

Allora non mi resta che augurarvi buona settimana!

Fonte: settimanale F – N.23 – 8 giugno 2016 – Cairo Editore

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Pizza break

Sapete qual è una delle cose belle di imparare a cucinare?

… ogni tanto anche scegliere di non farlo!

Sembra un controsenso, ma non lo è. E quindi stasera mi concedo una pizza e birra sul divano 😉

Quando si comincia a sperimentare in cucina, può capitare di sbagliare, magari fare un pasticcio con le spezie, esagerare con il sale o impostare male la temperatura del forno. Niente paura! Anche se avete fatto un disastro, l’importante è non perdere la pazienza e soprattutto non scoraggiarsi. In cucina è fondamentale continuare a provare e riprovare, mantenendo l’entusiasmo.

Quindi se la ricetta non è riuscita, concedetevi una serata di pausa e riprovateci il giorno dopo.
E se proprio non volete rinunciare ad un tocco personale, potete fare come me: ordinate una semplice margherita e personalizzatela come più vi piace o con quello che trovate nel frigo. Io stasera ho aggiunto pesto e pomodorini!

E ricordate: “keep calm and carry on cooking!”

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Kitchen il libro nel piatto

Dato che MyCookingTherapy ha esordito con alcune righe di “Kitchen“, il primo romanzo della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto, ho deciso di presentarvi un po’ meglio questo libro che è tanto agevole da leggere quanto intimo e profondo nella storia che racconta.

Il suo linguaggio fresco e originale è sicuramente adatto a rinfrescare uno di questi caldi pomeriggi estivi.

Ovviamente il filo conduttore della storia e’ l’amore per il cibo e per la cucina, come in molti dei libri della Yoshimoto, e a me piace anche per questo! Devo ammettere infatti di averlo acquistato un po’ di anni fa unicamente per il titolo, senza nemmeno sapere di cosa parlasse. Ogni tanto mi capita di scegliere qualche libro così, istintivamente… A voi no???

Non voglio raccontarvi la trama o fare il copia-incolla dell’ultima di copertina, quindi ho deciso di incuriosirvi con un po’ di altre citazioni trovate qua e là nel libro e poi con una ricettina (giusta giusta per le calde giornate d’estate e facilissima da preparare) che la protagonista stessa prepara.

Cominciate quindi a gustarvi un po’ di Kitchen... Almeno fino a quando non deciderete di leggerlo!

…ah dimenticavo, la ricetta va benissimo anche per le mie amiche vegan-oriented 🙂

 

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene.

Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.

Diventerò grande, accadranno tante cose e toccherò il fondo molte volte. Soffrirò molte volte è molte volte mi rimetterò in piedi. Non mi lascerò sconfiggere. Non mi lascerò andare.

Le cucine dei sogni. Ne avrò infinite. Nell’anima, nella realtà, nei viaggi. Da sola, con tanti altri, in due, in tutti i posti dove vivrò.

Stando in piedi al centro di una cucina tutto ricomincia da capo e qualcosa ritorna.

Cucinando mi capitava di perdere la pazienza, di innervosirmi, ma anche di sentirmi pervasa da una sensazione di beatitudine.

Non temevo scottature o ferite, non mi pesava stare in piedi tutta la notte. … nella torta di carote che avevo fatto tante volte … erano entrati anche frammenti del mio spirito. … Dopo aver conosciuto una gioia simile, non posso tornare indietro.

Da “kitchen” di Banana Yoshimoto – Feltrinelli

 

Insalata di cetrioli

1 cetriolo
50 ml di aceto di riso
1 cucchiaino di zucchero o miele
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di semi di sesamo

Per prima cosa tagliare il cetriolo a fettine molto sottili (per questo è meglio aiutarsi con un pelapatate) e tamponarle un po’ con della carta da cucina. Preparare il condimento mescolando lo zucchero e il sale nell’aceto di riso fino a che non si saranno ben sciolti. Condire l’insalata aggiungendo per ultimi i semi di sesamo (io ho scelto il sesamo nero).

  • potete usare il sesamo bianco o nero, in ogni caso risulterà molto più intenso se lo farete tostare qualche secondo in padella, ma mi raccomando tenete il fuoco basso altrimenti rischiano di diventare amari!

Insalata di cetrioli

 

 

 

Se vi è piaciuta, provate a fare anche questa variante: aggiungete al condimento un po’ di buccia di limone (non trattato) e delle foglioline di menta sminuzzate… E per un tocco in più, una grattugiata di zenzero fresco!

 

 

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illustrazione eva montanari

illustrazione eva montanari

 

[…] cucinavo,cucinavo, cucinavo con l’energia di un forsennato. […] Se sbagliavo riprovavo finchè il piatto non veniva bene. Cucinando mi capitava di perdere la pazienza, di innervosirmi, ma anche di sentirmi pervasa da una sensazione di beatitudine. […]”
B. Yoshimoto, Kitchen

Le parole di Banana Yoshimoto mi sono molto familiari, infatti a casa mia “la cucina” ha sempre avuto un ruolo importante. I ricordi più belli che ho dell’infanzia sono legati a grandi pranzi di famiglia e soprattutto alla fase di preparazione che li precedeva. Tutti si davano da fare, ma soprattutto la nonna, nonna Lina, la mia nonna materna.

La stessa nonna che ogni estate, quando andavo a passare le vacanze da lei, mi faceva trovare pronto la sera stessa del mio arrivo, il suo incredibile minestrone che io ovviamente adoravo e di cui già percepivo il profumo nella mia mente ancora prima di arrivare. Lo so che il minestrone è un piatto un po’ strano ad agosto, ma servito tiepido era una meraviglia. Una vera coccola se penso che veniva travasato su due piatti diversi per fargli raggiungere più in fretta la giusta temperatura.

Forse è da questo che è nato il mio interesse e il mio amore per la cucina, dalla cura e dalla passione che ho visto infondere nelle ricette, o forse no, chissà probabilmente è tutto merito del Dolce Forno… ma a me piace pensare che un po’ di questa passione sia sempre stata dentro di me…

Sta di fatto che la cucina mi ha spesso aiutata, mi ha distratta nei momenti difficili, mi ha divertita, mi ha consolata come solo una brava amica sa fare.

Anche in un momento molto difficile, quando tutte le scelte fatte fino a quel momento non mi rispecchiavano più e non mi sentivo più soddisfatta del mio lavoro e della mia vita. La cucina ha rappresentato un mio personale appiglio che un po’ alla volta mi ha aiutata ad uscire da quel momento buio, ritrovando la curiosità, l’entusiasmo e la voglia di fare.

E da qui nasce l’idea di questo blog. “My cooking therapy” vuole essere un manifesto, un inno alla cucina, non solo come abitudinaria preparazione del pasto, o come alta arte culinaria per dilettare i palati più raffinati, ma come una vera e propria pratica che può aiutare a vivere meglio.

Certo imparare a cucinare non è la soluzione a tutti i problemi, ma se ci pensate bene quando siamo dietro ai fornelli, per dovere o per piacere, è difficile lasciare spazio ai pensieri quotidiani che ci stressano perché dobbiamo essere concentrati su quello che stiamo facendo in quel preciso momento.

E perché succede questo?

… È quello che voglio scoprire, indagando tutti i luoghi e momenti in cui cucinare diventa una vera e propria esperienza per il gusto, ma anche per lo spirito perché quando cuciniamo tocchiamo, gustiamo, sentiamo i profumi, ma percepiamo anche i suoni, vediamo i colori, ci lasciamo ispirare da quello che abbiamo intorno e così scopriamo un po’ anche noi stessi.

L’immagine di apertura è un’illustrazione di Eva Montanari dal titolo “L’occasione giusta”. L’ho scoperta praticamente per caso un pomeriggio in libreria, ma come per il critico Ego con la ratatuille, è bastato un solo morso …scusate volevo dire un solo sguardo per riportarmi alla mente la stessa atmosfera delle sere d’estate, quando cenavo nella cucina di mia nonna. Così ho deciso che avrebbe accompagnato il primo articolo del mio blog.

Vi consiglio di visitare il suo sito www.evamontanari.com per dare un’occhiata agli altri suoi lavori, io ne sono rimasta affascinata.

 

 

 

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